cosa cambia per Internet da oggi

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Il parental control sulle connessioni a Internet dei minorenni diventa obbligatorio da oggi, ecco come attivarlo sia su smartphone e tablet che su computer

Come da tempo previsto dalla delibera AGCOM 9/23/CONS dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, da oggi 21 novembre 2023 è obbligatorio per tutti gli operatori telefonici attivare un sistema di parental control sulle SIM intestate ai minorenni. Tutti gli operatori italiani si sono adeguati, mettendo a disposizione gratis sistemi per filtrare Internet che già offrivano ai loro utenti come opzione a pagamento.




Parental control: come funziona

La delibera AGCOM 9/23/CONS prevede un controllo a monte dei contenuti che l’utente del Web minorenne può visualizzare. Ciò significa che è direttamente l’Internet Provider, che nel caso di Internet mobile è anche l’operatore telefonico, che deve bloccare i contenuti non adatti.

Non è stata scelta, quindi, una soluzione che prevede il blocco dei contenuti da parte del telefono o del tablet, ma direttamente a livello di SIM: se è intestata ad un minore, o viene richiesto comunque il blocco da parte dell’adulto responsabile di quel minore, allora scatta il parental control.

La delibera, tra l’altro, non prevede alcuna possibilità di scelta: tutti gli operatori telefonici, se il cliente è minorenne, devono attivare il controllo dei contenuti.




Quali contenuti vengono filtrati

La delibera dell’AGCOM indica una serie abbastanza corposa di categorie di contenuti da bloccare, una delle quali ha un carattere prettamente tecnico. Le categorie che da oggi vengono bloccate dai sistemi di parental control sono:

  • Contenuti per adulti
  • Gioco d’azzardo e scommesse
  • Armi
  • Violenza
  • Odio e discriminazione
  • Promozione di pratiche che possono danneggiare la salute
  • Sette religiose
  • Anonymizer

Quest’ultima categoria, quella dei sistemi per navigare sul Web in modo anonimo, è stata inserita al fine di evitare che il minore più smaliziato riesca a scavalcare il blocco nascondendo la sua vera età.

I limiti più grandi: social e news

Come è facile capire, in questa delibera c’è un enorme buco nero (e non poteva non esserci): quello dei social. I gestori telefonici, infatti, non sono tenuti a bloccare l’accesso ai social network, perché non entrano in nessuna delle categorie vietate.




Tuttavia, come è noto a tutti, sui social spesso girano e diventano virali contenuti riguardanti proprio la violenza, l’odio, la falsa medicina, il gioco d’azzardo.

Altro grande problema di questa delibera: non può bloccare (per fortuna) la visione di siti di news che, chiaramente, riportano anche moltissime notizie e informazioni su guerre, violenze, odio e discriminazione.

Parental control nella pratica

Nonostante i limiti della delibera AGCOM 9/23/CONS, tutti i gestori telefonici italiani hanno attivato in modo automatico (l’utente non deve far nulla) il parental control obbligatorio per gli utenti minorenni e, da oggi, permettono anche di attivarlo manualmente sulle SIM non intestate ad un minorenne, ma comunque usate da un minore di 18 anni.




In alcuni casi sono state rimodulate offerte già esistenti, come nel caso della Vodafone Red Max Under 16 che, da oggi, diventa Red Max Under 18 ed estende anche agli utenti di 17 e 18 anni il parental control integrato.

Gli operatori italiani, in pratica, stanno invitando tutti i titolari delle SIM ad usare l’app di gestione dell’abbonamento (ad esempio My Vodafone, MyTIM, MyFastweb) per attivare e configurare il sistema di parental control.

Iliad, invece, ha attuato la delibera AGCOM in modo diverso: offrendo gratuitamente ai suoi utenti l’app McAfee Safe Family, che include anche un sistema di parental control.




Poiché la maggior parte degli operatori telefonici nazionali offre anche servizi di Internet su rete fissa, tutte le opzioni di parental control sono state messe a disposizione anche delle connessioni domestiche, ma vanno attivate manualmente dall’app di gestione.



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