«Mi chiese dei soldi, glieli prestai»

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Il furgone resta fermo sotto casa per mezz’ora, con le quattro frecce e il motore acceso. In questa palazzina quieta di Scanzorosciate, la notizia dell’arresto di Krystyna Mykhalchuk, 25 anni, ucraina, attualmente operaia in una ditta di Nembro, inizia a circolare all’imbrunire. Prima, l’omicidio, o presunto tale, di Rosanna Aber è solo una tragedia anonima. Quando il marito e la madre della ragazza parcheggiano e salgono nell’appartamento, le tende cominciano a muoversi. Tutti si chiedono se è proprio vero, se è proprio lei che la polizia ha portata in carcere. Se ne vanno, marito e madre, senza dire una parola, con abiti e altri effetti personali, forse anche qualche giocattolo della bambina della coppia, che ha solo 5 anni, schiacciati in buste di plastica.

Le accuse a Mykhalchuk

Mykhalchuk è accusata di avere ucciso, il 22 aprile 2022, Rosanna Aber, 77 anni, facendola precipitare dal quarto piano della palazzina a Colognola, in città, dove viveva da sola dall’autunno precedente, dopo la scomparsa del marito Giulio Besana avvenuta il 28 settembre 2021. Un delitto d’impeto, sono convinti gli agenti della Squadra mobile, avvenuto al culmine di un litigio, che due testimoni avrebbero udito appena prima di un tonfo. D’istinto sollevarono lo sguardo nella direzione delle voci «di due donne» e notarono un’unica finestra aperta, quella della camera da letto della pensionata.

La tesi del suicidio, troppi dubbi

Fu uno strazio, in via Einstein. In casa con Aber c’era solo Mykhalchuk, assunta un paio di mesi prima per dare una mano con le faccende. L’aveva raccomandata l’ex badante di Besana e l’anziana si era convinta anche per via delle sue origini ucraine, come gesto di solidarietà dopo lo scoppio della guerra. A insospettire gli agenti, con i pm Emanuele Marchisio e Guido Schininà ad alternarsi sull’indagine, erano state proprio le versioni contrastanti riferite dalla ragazza sia a loro sia alle persone accorse nell’immediatezza. Ad alcuni avrebbe detto che era in un’altra stanza, quando Aber precipitò. Ad altri che avrebbe tentato di fermarla, forse per fare passare la tesi del suicidio. Fu presa in considerazione seriamente, ma troppi elementi contrastavano. Per quanto afflitta per la morte del marito, malato da anni, Aber non era depressa né aveva mai espresso intenzioni di quel genere, addirittura la stessa mattina aveva saldato il viaggio a Tenerife che si accingeva a fare con la sorella. In più era alta solo un metro e 53. Con un davanzale come il suo, posto a 93 centimetri dal pavimento, avrebbe dovuto servirsi di un appoggio per lanciarsi nel vuoto. E nulla fu trovato. Nemmeno il letto era sgualcito o presentava segni di una pressione.

Gli ammanchi e l’ipotesi della lite degenerata

Partendo da questi dubbi, i poliziotti hanno ricostruito la sua giornata e scoperto che, quando andò in banca a prelevare i soldi da portare all’agenzia viaggi, si ritrovò l’amara sorpresa di ammanchi per 2 mila euro dal suo conto corrente. Nel mese e mezzo precedente, erano stati fatti tre prelievi, che lei disconosceva. Chiese spiegazioni, si arrabbiò. Quando le fu chiaro che qualcuno doveva avere usato il suo bancomat di nascosto, ritornò a casa. Gli investigatori ritengono che il litigio sia scoppiato subito dopo, dal momento che l’anziana, quando fu soccorsa, era vestita come se fosse appena rincasata, con le scarpe e una borsetta a tracolla. Dettagli, anche questi, per altro, piuttosto distanti dall’idea di un suicidio. Dunque, avrebbe affrontato e forse messo alle strette la ragazza, i toni si sarebbero alzati, fino al punto da attirare l’attenzione dei due testimoni, che riferirono di lite e di voci femminili, forse anche di questioni di soldi. Infine, persa la testa, Mykhalchuk avrebbe spinto di sotto la 77enne. Era di spalle ed è escluso, dalle ricostruzioni virtuali della caduta fatte dalla Scientifica, che possa essersi trattato di un incidente.

Domani, l’interrogatorio di garanzia 

La svolta arriva ora con l’ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip Alessia Solombrino, eseguita ieri mattina (15 novembre) nel modo meno traumatico possibile per tutelare la figlioletta, le cui fotografie riempiono il profilo Facebook dell’arrestata. Domani, invece, è fissato l’interrogatorio di garanzia. Mykhalchuk, incensurata, in Italia da 8 anni, sa di essere indagata da mesi. La difende l’avvocato Andrea Pezzotta: «No comment», almeno in questa fase. Quanto al movente, dietro a quei 2 mila euro rubati — ci sono i filmati della giovane che effettua i prelievi — si nasconderebbe il vizio del gioco, gratta e vinci e videopoker con puntate assidue nei bar della città e debiti maturati nella cerchia di familiari e amici.

La vicina: «Le prestai soldi»

«Mi aveva chiesto tre o quattro volte 50, 100 euro e io glieli avevo prestati, perché diceva di essere in difficoltà, allora lavorava solo il marito e l’Enel aveva staccato loro la corrente elettrica», racconta una vicina di casa di origini filippine. È buio quando varca il cancelletto e non vuole credere alla notizia: «Spero che non sia così, mi dispiace tanto per loro, soprattutto per la bambina. Lui è una persona a modo, dopo una trasferta di lavoro in Sardegna mi regalò del pesce». È dipendente di una ditta che esegue lavori di taglio e potatura del verde. Nel piccolo condominio di Scanzorosciate, paese dove risiede anche la madre della 26enne, la coppia si era trasferita in affitto 5 anni fa. «Ho visto nascere la bimba — prosegue la vicina di casa con il tono di voce sempre più addolorato —. All’inizio le diedi quel denaro, che mi restituì, perché anche io sono straniera e so che la vita può essere dura. Poi, però, smisi perché pensai che potesse farcela da sola, tutti facciamo sacrifici. Se sapevo che aveva lavorato a casa di un’anziana? Sì, ma che morì in quel modo me lo sta dicendo lei ora».

16 novembre 2023



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