Melito, il Gip dissequestra la palestra di lotta libera: «Nessun utilizzo abusivo»

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È stata dissequestrata, a Melito, la palestra scolastica occupata da una società sportiva guidata da un ex olimpionico, a cui la Procura della Repubblica di Napoli…

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È stata dissequestrata, a Melito, la palestra scolastica occupata da una società sportiva guidata da un ex olimpionico, a cui la Procura della Repubblica di Napoli Nord aveva contestato l’occupazione abusiva dei locali a seguito di un lungo contenzioso con il Comune e dopo accertamenti della polizia municipale. La decisione è del gip Fabrizio Forte che non ha convalidato il sequestro preventivo d’urgenza disposto la settimana scorsa dalla Procura della Repubblica del tribunale normanno ed eseguito dalla Guardia di Finanza. Secondo l’ordinanza che fece scattare il blitz delle Fiamme Gialle la società sportiva avrebbe tra l’altro attrezzato la palestra del plesso Rodari in via Lussemburgo in modo da renderne impraticabile l’utilizzo per le prioritarie finalità didattiche, privilegiando in via esclusiva la pratica delle attività sportive di propria pertinenza.

Al presunto indagato Pasquale Liuzzi, papà di Michele, tecnico della nazionale giovanile di lotta libera e coach della Wrestling Liuzzi, associazione sportiva del quartiere, dove militano campioni nazionali ed europei della disciplina, il giudice per le indagini preliminari, invece, non ha ravvisato gli estremi dei reati penali, pur esistendo nella fattispecie una condotta da giudicare in sede amministrativa e civilistica per il contenzioso da sanare con l’ente locale. La tesi difensiva è stata curata all’avvocato Giampiero Pirolo del foro di Napoli.

La palestra, utilizzata da Liuzzi fin dal 2009, sarebbe stata concessa alla società sportiva dopo accordi con le varie amministrazioni e la direzione scolastica, sebbene contestata dai funzionari per i mancati pagamenti dei canoni di concessione. L’utilizzo degli spazi sportivi “senza esclusione di continuità” sarebbe durata fino allo scorso anno, con l’occupazione di numerosi materiali in uso agli atleti. Per il Gip, dunque, il Liuzzi “sarebbe entrato legittimamente in possesso del bene, proseguendo poi nell’occupazione contro la sopraggiunta volontà dell’avente diritto. È evidente una mancata introduzione del presunto indagato dall’esterno nei locali palestra, a cui l’uso predetto era stato concesso con delibere risalenti nel tempo e non sempre rinnovate, che esprimevano la volontà sia dell’ente locale che della dirigenza scolastica di accordarne l’utilizzo. Atteggiamento durato fino allo scorso novembre con l’ordinanza di rilascio, che tuttavia non vale alla luce dei richiamati giurisprudenziali a conferire rilevanza penale alla condotta del Liuzzi, se non per fini civilistici».

Il giudice ha inoltre disposto la restituzione all’avente diritto dei materiali sequestrati. «Sono pronto a sanare il contenzioso con il Comune afferma l’ex olimpionico ma la palestra non va chiusa, in un quartiere a rischio, dove manca ogni struttura di aggregazione per i giovani». La federazione è accanto alla società: «Non si può sopprimere uneccellenza del territorio».
 

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