La prevenzione oncologica può essere fatta con una corretta alimentazione?

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L’argomento di cui parleremo oggi è di grandissimo interesse generale; ultimamente, purtroppo, le diagnosi di carcinoma stanno aumentando vertiginosamente. Il campo è ancora troppo sconosciuto e sottovalutato, a volte anche dalle altre categorie di professionisti della salute che non sempre riescono a direzionare correttamente il paziente alla diagnosi.

In ambito di prevenzione oncologica, se si parla di alimentazione e integrazione, si può fare veramente molto.

Partiamo da un presupposto: una cellula ben nutrita si mantiene sana, vitale e garantisce uno stato di benessere psico-fisico dell’organismo; al contrario, una cellula malnutrita tende ad invecchiare prima, a modificare la sua forma, la sua funzione e a predisporre l’organismo alle malattie.

Sappiamo ormai che il corpo umano è costituito da miliardi di cellule che vanno a costituire i vari organi del corpo. 

Le cellule, però, non sono eterne: durante il corso della vita nascono, si riproducono e muoiono. Proprio in relazione a questo continuo ricambio è fondamentale conoscere il concetto di benessere cellulare. È ormai noto, infatti, come una cellula in buona salute originerà delle cellule sane mentre una cellula malata darà origine a cellule figlie con gli stessi problemi. 

Ora, indovinate un po’… cosa nutre le nostre cellule?

Una buona nutrizione cellulare prevede alimenti “vivi” ricchi di antiossidanti, grassi essenziali, oligoelementi, minerali, vitamine e altri nutrienti in grado di contrastare l’invecchiamento cellulare. 

Purtroppo, negli ultimi decenni gli alimenti si sono impoveriti di nutrienti in quanto troppo processati e caricati di sostanze, come zuccheri e farine raffinate, che limitano la funzionalità delle nostre cellule favorendo il processo di invecchiamento precoce che predispone alla malattia.  

Nella società odierna, altamente frenetica e consumistica, siamo abituati a mangiare troppo, male e continuamente, “stressando” così le nostre cellule che non possono investire le proprie energie alle riparazioni necessarie. È come possedere una macchina di piccola cilindrata e farle percorrere tanti chilometri al giorno, tutti i giorni e con la benzina scadente e l’olio sporco. Prima o poi, senza un’adeguata manutenzione, ci lascerà a piedi.

Quindi, quali sono le basi su cui lavorare per dare alle nostre cellule i mezzi per ripararsi correttamente e, quando necessario, autodistruggersi?

Il “cibo preferito” dalle nostre cellule è sicuramente l’acqua, in grado di purificarle e rimuovere, con l’aiuto degli organi emuntori, le sostanze tossiche accumulate per effetto dell’alimentazione e del metabolismo. Un effetto ancor più benefico è dato dalla cosiddetta acqua vegetale, ottenuta mediante la premitura delle cellule vegetali: bere un estratto di frutta e verdura rappresenta, infatti, un carico di micronutrienti indispensabili per la salute delle nostre cellule. È importante sottolineare come gli estratti rispetto a frutta e verdura intera non contengono polpa e fibra e, dunque, sono assorbiti e metabolizzati quattro volte più velocemente. 

A favorire la salute cellulare vi sono, inoltre, bacche, semi (semi di chia, lino, zucca), germogli, radici, spezie come curcuma, zenzero, cannella e prezzemolo. Importantissimo è anche il contributo degli oli vegetali che, se di buona qualità, sono ricchi di sostanze in grado di nutrire le membrane garantendo un efficace scambio di sostanze e informazioni tra una cellula e l’altra.

Per quanto riguarda, invece, gli alimenti da eliminare, partiamo subito da un presupposto: una dieta equilibrata e sana NON deve prevedere l’eliminazione di nessuna categoria alimentare in maniera assoluta.

È giusto, però, porre l’attenzione su alcuni alimenti che vanno drasticamente ridotti o sostituiti con analoghi di maggiore qualità.

Mi riferisco a tutti gli alimenti raffinati, ricchi di zuccheri e grassi idrogenati, che altro non fanno che peggiorare la salute delle nostre cellule: queste categorie di alimenti andrebbero sostituite con cereali integrali, preferibilmente in chicco (orzo, farro, riso integrale, grano saraceno) e con grassi buoni (frutta secca, olio extravergine di oliva, avocado).

Inoltre, sarebbe preferibile non abusare di latticini, soprattutto se molto stagionati, in quanto possono creare una forte infiammazione a livello intestinale: meglio prediligere quelli freschi e fermentati come lo yogurt o il kefir, in modo da dare anche nutrimento alla nostra flora batterica intestinale.

Per quanto riguarda le proteine, meglio consumare la carne con parsimonia (in particolare quella rossa lavorata come salsicce, wurstel, ecc), prediligendo il pesce (soprattutto i pesci piccoli, ricchi di omega3) e le uova (uno degli alimenti più completi che possediamo) biologiche.

Ovviamente, questa è solo una parte del lavoro che bisogna fare sul proprio stile di vita per lavorare realmente sulla prevenzione. Ma chi ben comincia è a metà dell’opera! 

Al prossimo articolo!



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