Europee, Boschi apre a Bonino. E Calenda rimane col cerino in mano

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Maria Elena Boschi raccoglie l’appello di Emma Bonino per la lista «Stati Uniti d’Europa». Su X (ex Twitter) la deputata di Italia Viva ha scritto «pronti alla lista unica per le europee. Lasciamo a Calenda le sue ossessioni, noi ci teniamo i sogni». E ancora in un’intervista a Repubblica: «Lasciamo a Calenda la lotta nel fango. Per la lista di scopo “Stati Uniti d’Europa” noi ci siamo».
L’obiettivo è «un’alleanza riformista ed europeista alternativa ai sovranisti e anche al massimalismo di sinistra». Ma comunque da Italia Viva, ha sottolineato Boschi, nessun veto a Calenda. «Prendiamo atto dei veti che mette Calenda. È vero che i matrimoni si fanno in due. Ma per salvare l’Europa servono i voti più che i veti. Non saremo noi a boicottare il progetto, ma certo non abbiamo problemi a correre da soli. Se salterà la lista di scopo, siamo pronti».

 

 

Enrico Borghi, capogruppo al Senato del partito di Renzi, ha delineato le «riforme» che la lista vorrebbe portare in Europa. «Elezione diretta del presidente della Commissione, eliminazione del diritto di veto, esercito europeo ed Europa vero soggetto globale si raggiungono con una forte operazione politica!». Nei giorni scorsi il leader di Azione Carlo Calenda aveva aperto alla coalizione con Emma Bonino, ovviamente senza Renzi. «Renzi ha appena lanciato con Mastella e Cuffaro “Il Centro” – aveva dichiarato Calenda – ha spiegato che si candiderà ovunque ma poi non andrà in Ue e del resto ha conflitti di interesse che in Ue, a differenza dell’Italia, non vengono tollerati, a partire dall’essere pagato da un regime totalitario e oscurantista sui diritti civili, come l’Arabia Saudita; incassa altri milioni di euro di cui non conosciamo neppure la provenienza; ha fatto votare ai suoi La Russa il primo giorno di legislatura. Per ciò che ci riguarda da Italia Viva staremo lontani il più possibile».

 

 

Sembra però improbabile l’ingresso di Azione nella lista con Iv e con Emma Bonino soprattutto perché l’ex radicale sembra non aver dimenticato il dietrofront di Calenda alle scorse europee. In quell’occasione il segretario di Azione ruppe all’ultimo minuto l’accordo che aveva stretto con +Europa e Pd; tra l’altro lasciò la coalizione di centrosinistra per apparentarsi con Italia Viva. Una scelta che Bonino all’epoca commentò con un laconico: «Quattro giorni fa, quattro non quaranta, il Pd, Calenda, Più Europa siglano un accordo politico peraltro per ironia della sorte la bozza scritta da Calenda, benissimo. Bravi tutti, applausi. Credo non sia serio cambiare opinione ogni tre giorni specialmente da una forza politica che si candida a partecipare al governo di un Paese». Insomma visti i precedenti era difficile pensare di poter vedere insieme Calenda e Bonino. E così fra i due litiganti a godere è il solito Renzi pigliatutto.



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