così riduciamo il carico ai Pronto soccorso”

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Medici di famiglia, sfide e possibilità di questa importantissima categoria a tutela del cittadino. La nostra intervista a Tommasa Maio, Segretario Nazionale FIMMG – Settore Continuità Assistenziale

Medici di famiglia: una figura indispensabile per il cittadino, un collegamento diretto del paziente con il Servizio Sanitario Nazionale. Il medico di base (o curante) svolge infatti un ruolo chiave nell’assistenza del cittadino. Le sue responsabilità includono l’interpretazione dei sintomi riferiti dal paziente, la prescrizione di terapie, la gestione delle patologie acute e croniche, la promozione della prevenzione e dell’assistenza domiciliare. E ancora la redazione e l’aggiornamento della storia clinica dei pazienti, oltre alla continuità dell’assistenza sanitaria.
Eppure, nonostante tutto, sono ancora molte le criticità legate a questa figura. La prima delle quali, la mancanza di personale a livello territoriale. Ne abbiamo parlato con Tommasa Maio, Segretario Nazionale FIMMG (Federazione Italiana Medici di Famiglia) – Settore Continuità Assistenziale.

Medici di famiglia: nelle scorse settimane la recrudescenza di influenza stagionale e contagi Covid ha messo in difficoltà molte Asl e Pronto soccorso di ospedali. In questa situazione il medico curante ha svolto un ruolo chiave.

“L’aumento dei casi di forme respiratorie ha messo in seria difficoltà anche i medici di medicina generale che si sono trovati a dover fare fronte alle attività ordinarie legate al ruolo di primo riferimento per i propri assistiti e, al contempo, portare avanti le campagne vaccinali, garantire la presa in carico delle malattie acute che nella stagione invernale fanno aumentare vertiginosamente il numero di accessi. Sicuramente esiste un problema di carenza di medici in molte aree del paese che rischia di aggravarsi se non si metteranno in atto soluzioni che facilitino ed orientino la scelta vocazionale dei giovani medici verso questa specialità, e se non si rispetterà l’avvio annuale dei corsi della formazione specifica in medicina generale”.

Tommasa Maio, Segretario Nazionale FIMMG – Settore Continuità Assistenziale


Medici di famiglia, Maio (FIMMG): “Mantenere la capillarità di presenza della medicina di base”

Quali sono, per FIMMG, le principali criticità odierne legate alla figura del medico di base?

“Innanzitutto, quelle relative all’accesso alle cure, nate in buona parte da carenze organizzative della rete di offerta di molti territori, che sono spesso aggravate anche dai cittadini che accedono impropriamente al pronto soccorso, convinti di avere subito accertamenti strumentali e bypassare i lunghi tempi di attesa del territorio. O, in altri casi, sperando nella gratuità degli esami.
Un modo per ridurre gli accessi impropri al Pronto Soccorso, e al secondo livello di cure, sarebbe sicuramente quello di sfruttare le risorse già stanziate da norme emanate dal 2020 e ancora non utilizzate nelle Regioni: parliamo di ben 235 milioni di euro, per permettere alla Medicina Generale di gestire, nei propri studi, la diagnostica strumentale di primo livello, indispensabile per raggiungere rapidamente ad una diagnosi, limitando il ricorso al secondo livello solo in casi selezionati”.

Un altro tema è quello della semplificazione dei molti aggravi burocratici, che oggi vengono costantemente addossati, da un lato, ai medici di medicina generale, riducendo il tempo di cura dall’altro ai cittadini stessi, costretti a girare da un ufficio all’altro per molte delle procedure legate alla gestione della cronicità e della domiciliarità. Penso ai Piani terapeutici di cui non vediamo mai prove della loro efficacia, rispetto agli obiettivi per cui sono stati creati. Penso alle procedure richieste in alcune realtà, per fornire strumenti e assistenza di secondo livello ai fragili.

Quali sono le sfide che attendono i medici di famiglia?

Mantenere la capillarità di presenza della medicina di famiglia, dotarla di personale di studio, infermieri, diagnostica è la vera sfida che potrà far si che i cronici, gli anziani, i fragili abbiano in
tempi adeguati e gratuitamente anche in futuro, l’assistenza medica nei propri luoghi di vita garantita oggi dal nostro sistema sanitario nazionale”.

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