Capodanno, donna uccisa in casa ad Afragola ma i testimoni non parlano

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Ci si aspettavano sfracelli legati agli ordigni clandestini e fuorilegge. Si temevano le conseguenze devastanti della “bomba scudetto” e del petardo “Osimehn” e alla fine, invece, la tragedia è arrivata dalle pistole. Le maledette pistole che ancora troppi, nel Napoletano, tirano fuori per festeggiare il Capodanno. Tragico il bilancio del primo gennaio 2024: una donna è morta ad Afragola, un’altra è rimasta gravemente ferita nel popolare quartiere di Forcella. Bilancio amarissimo: i dati fornito dalla Questura di Napoli segnano un aumento del fenomeno rispetto allo scorso anno quando i feriti a causa dei botti tra Napoli e provincia furono sedici, meno della metà. Oggi invece contiamo un morto e 36 feriti (tre dei quali minori).

Ne uccidono più le pallottole vaganti. Afragola, poco dopo la mezzanotte. Si brinda ancora al nuovo anno nell’appartamento di via Plebiscito 70 quando improvvisamente si sente il colpo secco di una pistola: nel salone di casa Concetta Russo – 55enne residente in un piccolo Comune dell’hinterland milanese, tornata ad Afragola dai parenti per le feste con marito e figli – stramazza sul pavimento, colpita da un proiettile di pistola calibro 380. Il proiettile, accerteranno le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, è stato sparato dall’interno dell’abitazione. Dunque da uno della decina di presenti in quel momento nell’abitazione. Inutile la corsa all’ospedale Cardarelli: la donna morirà nelle prime ore di ieri.

Nella convulsa giornata investigativa, i carabinieri coordinati dal maggiore Andrea Coratza arriveranno a due conclusioni. La prima: il colpo è partito dall’interno del salone, ritrovate sia il bossolo che l’ogiva, conficcatasi nel soffitto. Il secondo: il responsabile dell’azione è un familiare (in quel momento erano presenti anche due minori). Ma dall’ascolto dei presenti al momento della tragedia emerge subito un muro di omertà: nessuno dice di sapere e di aver visto. Dai primi accertamenti è emerso che nella cerchia dei familiari nessuno aveva il porto d’armi. Introvabile anche la pistola. Per tutta la notte sono proseguiti gli accertamenti, ed eseguiti numerosi esami dello “Stub”, dai quali potrebbe emergere una svolta importante. Nessuna conferma ufficiale, invece, su una voce circolata ieri sera sul presunto allontanamento di alcuni dei presenti nella casa.

Una famiglia distrutta, scaraventata in un abisso di dolore e disperazione in una serata che doveva essere di festa tra parenti. Concetta Russo era nata ad Afragola, ma da anni viveva a Pantigliate, nel Milanese, per seguire il marito Antonio Santaniello, esperto carpentiere che aveva cercato e trovato fortuna al nord. «Mia cognata era una donna di casa, tranquilla, disponibile, con il senso della famiglia fortissimo, e non diceva mai no a nessuno». Anche sui social sono stati postati messaggi di cordoglio per questa donna, che aveva fatto della sua semplicità una vera virtù. Tornando alle indagini, coordinate dal procuratore di Napoli Nord Antonietta Troncone, già nelle prossime ore potrebbero esserci sviluppi importanti. Di certo, il tentativo di coprire il familiare responsabile dell’uccisione non potrà durare a lungo.

Una seconda donna è stata ferita da un proiettile vagante a Forcella, pieno centro storico di Napoli. La vittima, una 50enne residente nel quartiere, è stata raggiunta da un colpo vagante mentre era affacciata al balcone di casa per assistere allo spettacolo dei fuochi pirotecnici. Ricoverata al Pellegrini, versa in gravi condizioni e resta in prognosi riservata. Indaga la polizia, che ha acquisito testimonianze e alcuni filmati di videosorveglianza della zona. E sempre a Napoli un algerino di 50 anni è stato colpito alla spalla da un proiettile mentre camminava in strada: raggiunto al polmone, è in prognosi riservata. L‘uomo ha raccontato di trovarsi in via Marina, a Napoli, quando da un’autovettura in corsa sarebbe stato esploso un colpo di arma da fuoco, versione al vaglio degli inquirenti.

Ma la lunga lista delle follie di fine anno non si ferma qui. Il dato complessivo relativo ai feriti per i botti è il peggiore dagli ultimi dieci anni. Dura da scardinare la sottocultura di chi crede di potersi divertire giocando col fuoco. Rischia la vita Salvatore P., 17enne di Melito che insieme ad un suo coetaneo è rimasto gravemente ferito a seguito dell’esplosione di un petardo fatto brillare alle 4,30.

A via Epomeo, zona occidentale di Napoli, per poco non c’è scappata un’altra tragedia: un petardo lanciato in strada è esploso sotto il pianale di un’auto – una Fiat Panda – facendo prendere fuoco il veicolo sul quale viaggiavano tre persone, miracolosamente rimaste illese. I vigili del fuoco hanno domato le fiamme, indagini in corso da parte dei carabinieri. Sempre i carabinieri hanno arrestato un pregiudicato, Raffaele Celardo di Acerra, mentre faceva esplodere in piazza del Plebiscito nell’area del concerto pericolosissime bombe carta. Provvidenziale l’intervento dei militari: l’uomo era pronto a far brillare altri due ordigni. Sei i minorenni denunciati, il più giovane dei quali ha solo 14 anni, bloccato all’interno della Galleria Umberto mentre lanciava petardi tra i passanti. Arrestata infine per tentato omicidio dalla polizia una 47enne russa che, la sera di San Silvestro, al culmine di una lite ha accoltellato il compagno ucraino 38enne.

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