Volkswagen, accordo fatto: via al piano di risparmi da 10 miliardi

admin
4 Min Read

[ad_1]

Volkswagen ha trovato l’atteso accordo con il sindacato per il maxi-piano di risparmi da 10 miliardi di euro – 4 miliardi il traguardo fissato già per il 2024 – volto a rilanciare la bassa profittabilità del brand che dà il nome al gruppo. Protagonisti dell’intesa il ceo di Vw, Thomas Schäfer, il responsabile delle risorse umane, Gunnar Kilian, e la presidente del consiglio di fabbrica, Daniela Cavallo. L’obiettivo è raddoppiare i margini, portando il ritorno operativo sulle vendite dal 3% al 6,5% entro il 2026. Poco mosso l’andamento delle azioni ordinarie al termine della seduta a Francoforte. Il titolo perde il 3% dall’inizio dell’anno ma ha iniziato una fase di recupero da fine ottobre, che lo ha spinto da 99 a 115 euro.

Gli obiettivi del ceo Blume

Le misure del piano “Accelerate Forward/ Road to 6.5”, su base triennale, mirano a tagliare i costi del personale (in tutto il Gruppo) di un quinto, in particolare nei ruoli amministrativi, e a offrire opzioni di pensionamento anticipato a partire dall’età di 57 anni. Le opzioni in uscita riguarderanno anche i nati nel 1968 con gravi disabilità.

Volkswagen ha già attuato un blocco delle assunzioni, non rinnovato contratti a lavoratori a termine e ridotto i turni di lavoro. Il ceo Oliver Blume punta a migliorare la performance finanziaria del marchio che dà il nome al primo produttore europeo di automobili, compito reso più difficile dalla domanda dei veicoli elettrici, più debole del previsto sia in Europa che negli Stati Uniti. Anche un altro marchio fondamentale per il gruppo, Audi (600 contratti non rinnovati nello stabilimento di Neckarsulm), e l’unità dedicata allo sviluppo del software, Cariad, hanno avviato piani di riduzione dei costi.

L’azienda intende concentrarsi, poi, su costi dei materiali e dei prodotti, costi fissi e di produzione e aumento dei ricavi. In una nota interna all’inizio di dicembre era emerso che la casa automobilistica prevedeva di risparmiare, tra l’altro, 320 milioni di euro all’anno grazie a migliori prestazioni negli acquisti, di ricavare oltre 250 milioni dalla ottimizzazione dell’attività post-vendita e di risparmiare oltre 200 milioni migliorando i tempi di produzione (ridotti da 50 a 36 mesi i tempi di sviluppo dei nuovi modelli). Un ulteriore risparmio di 400 milioni era stato previsto grazie alla riduzione fino al 50% dei veicoli di prova per lo sviluppo tecnico, sostituiti sempre più da test effettuati tramite processi digitali.

Incentivi offerti ai clienti al posto dello Stato

Il colosso tedesco è sotto pressione soprattutto in Cina, suo principale mercato, dove ha perso la leadership a favore del produttore di veicoli elettrici BYD, che l’ha superata nel primo trimestre. E che il momento sia davvero critico lo dimostra il fatto che, dopo lo stop improvviso degli incentivi per l’acquisto di auto elettriche, nel weekend, da parte del governo tedesco (passo obbligato dopo il freno al debito imposto della Corte costituzionale, del quale ha fatto le spese il multimiliardario Fondo per il clima), la casa di Wolfsburg ha dichiarato che, come altri produttori, per il momento sarà lei ad andare incontro ai clienti: Vw offrirà l’intero bonus per tutte le auto elettriche idonee della sua serie ID ordinate entro il 15 dicembre e immatricolate entro la fine di marzo, ha affermato la società.

[ad_2]

Source link

Leave a comment