non sarà più cartacea. Prescrizione solo via mail e sms. Come funziona. E sarà valida un anno per i cronici

admin
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Roma, 21 dicembre 2023 – Non sarà semplicissimo, soprattuto per gli anziani e chi ha meno dimestichezza con la tecnologia. Le ricette mediche per i farmaci non saranno più rilasciate in formato cartaceo ma solo digitale. Arriveranno via mail o sms sul cellulare o sul pc di casa. Un cambiamento epocale che riguarderà sia le ricette “rosse” (quelle con esenzione o pagamento del ticket) che quelle bianche (farmaci a pagamento). Da quando? Come bisognerà comportarsi? Cosa occorrerà fare dal farmacista? Andiamo con ordine.

La ricetta sul tablet

La ricetta sul tablet

Addio per sempre alla ricetta di carta e ricette valide un anno per i malati cronici. Queste alcune delle principali novità previste per la farmaceutica dal decreto legislativo semplificazione, approvato dal Consiglio dei ministri.

Le prescrizioni saranno in formato elettronico, e non più cartaceo, sia per i farmaci a carico del Ssn (ricetta rossa) sia per quelli a pagamento (ricetta bianca). Non solo. Le prescrizioni per i malati cronici avranno validità di un anno.

“Nella prescrizione di medicinali a carico del Servizio sanitario nazionale per la cura di patologie croniche – si legge nella bozza del provvedimento – il medico prescrittore può indicare nella ricetta dematerializzata ripetibile, sulla base del protocollo terapeutico individuale, la posologia e il numero di confezioni dispensabili nell’arco temporale massimo di dodici mesi”.

Una novità che semplifica non poco la vita di chi fa i conti con una malattia cronica. “Il medico prescrittore, qualora lo richiedano ragioni di appropriatezza prescrittiva – si precisa – può sospendere, in ogni momento, la ripetibilità della prescrizione ovvero modificare la terapia”. E’ il farmacista a informare “l’assistito sulle corrette modalità di assunzione dei medicinali prescritti” consegnando “un numero di confezioni sufficiente a coprire trenta giorni di terapia, in relazione alla posologia indicata”. Al termine del periodo l’assistito si potrà ripresentare con la stessa ricetta e ottenere una nuova fornitura per un mese.

Sempre il farmacista, “nel monitoraggio dell’aderenza alla terapia farmacologica, qualora rilevi difficoltà da parte dell’assistito nella corretta assunzione dei medicinali prescritti, segnala le criticità al medico prescrittore per le valutazioni di competenza”.

Il ministro della salute, di concerto con il ministro dell’Economia, dovrà adottare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, un decreto per definire “le ulteriori modalità applicative e le procedure informatiche necessarie”.

Nel decreto semplificazioni sono previste misure anche contro la carenza dei farmaci: in caso di interruzione, temporanea o definitiva, della commercializzazione di una confezione di medicinale, il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio (Aic) deve comunicarlo all’Aifa entro i 2 mesi prima dell’interruzione della commercializzazione del prodotto, e non più 4 mesi come avveniva precedentemente. La comunicazione “è rinnovata in caso di prolungamento del periodo di interruzione”.

Una volta generata, la ricetta digitale viene memorizzata nel sistema e identificata da un Codice Nazionale Univoco generato dal Sistema di Accoglienza Centrale, noto come Numero di Ricetta Elettronica. Questo codice alfanumerico, composto da 15 cifre, sostituisce il codice a barre della ricetta tradizionale. Il medico fornisce al paziente un promemoria cartaceo della ricetta elettronica, trasmettendolo successivamente in formato elettronico al paziente attraverso e-mail, sms o altri mezzi di comunicazione elettronica.

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