Milano, Fiorenza Rancilio trovata morta in via Crocefisso: il figlio accusato di omicidio. Il fratello della vittima, Augusto, venne sequestrato dalla ‘ndrangheta nel 1978

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diCesare Giuzzi

Aperto in fascicolo per omicidio. Il figlio della donna era in casa al momento del ritrovamento del corpo. È stato sentito dagli investigatori e portato in ospedale in stato di choc

Fiorenza Rancilio è stata trovata morta in casa nella tarda mattinata di mercoledì 13 dicembre in via Crocefisso 6, in centro a Milano. Sul posto i carabinieri per le indagini. La vittima ha ferite profonde alla testa. Si trovava in sala da pranzo. 

Il figlio accusato di omicidio

Secondo le prime informazioni, nell’attico al nono piano, chiuso dall’interno, al momento del ritrovamento del corpo c’era il figlio 37enne della donna, Guido Pozzolini Gobbi Rancilio. Dopo essere stato sentito dagli investigatori, e portato in ospedale in stato di choc, l’uomo è stato sottoposto a fermo con l’accusa di aver ucciso la madre. Nelle ore precedenti aveva assunto psicofarmaci. Da tempo soffre di problemi psichiatrici. 

Il fratello sequestrato nel 1978

La vittima, immobiliarista di 73 anni, era la presidente della fondazione «Augusto Rancilio», intitolata a suo fratello. L’architetto di 26 anni venne sequestrato dalla ‘ndrangheta a Cesano Boscone (Milano) la mattina del 2 ottobre 1978. I contorni del rapimento, opera di un gruppo di calabresi di Buccinasco, vennero spiegati dal collaboratore di giustizia Saverio Morabito durante il processo Nord-Sud. Il corpo dell’architetto non è mai stato ritrovato: il giovane sarebbe stato ucciso dai suoi carcerieri durante un tentativo di fuga. Entrambi sono figli di Gervaso Rancilio, immobiliarista. 

La fondazione Rancilio

«Su quanto successo non abbiamo nulla da dichiarare» dicono dalla fondazione Augusto Rancilio. Il ruolo di presidente ora è rivestito da Cesare, fratello di Fiorenza. La fondazione ha sede a Villa Arconati, una delle dimore più maestose nell’hinterland milanese, costruita nel 1600, che si trova a Bollate.

Il palazzo di via Crocefisso

In via Crocefisso c’è il quartier generale della famiglia. Al piano terra e al piano seminterrato ci sono gli uffici delle immobiliari Palladium group e Omnium, società che hanno una cinquantina di dipendenti. Madre e figlio vivevano nello stesso palazzo in due piani diversi, lei al nono e lui al sesto. Secondo la prima ricostruzione, è stata la donna delle pulizie a trovare il corpo dopo che mercoledì mattina i dipendenti si erano allarmati non vedendo la donna in ufficio.  «Mia moglie voleva entrare prima delle 8.30 ma era tutto chiuso – racconta il marito della domestica -. Ha provato dall’altro ingresso, su corso Italia, ma anche da quella parte era tutto chiuso». Poi i dipendenti della società immobiliare «sono riusciti a entrare nell’appartamento e hanno trovato la dottoressa morta in salotto. Il figlio era accanto a lei». Anche il 35enne si occupava della gestione immobiliare. I vicini descrivono la famiglia come molto riservata, impegnata nel lavoro e proprietaria di un patrimonio molto consistente.

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13 dicembre 2023 ( modifica il 14 dicembre 2023 | 00:25)

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