Meloni alla Camera: ‘Il Mes? Conte si impegnò con il favore delle tenebre. La politica estera non è farsi foto con Macron e Scholz’ – Notizie

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“La trattativa è serrata, si parte da posizioni che sono tra loro molto distanti: la posizione definitiva dell’Italia andrà presa quando sapremo esattamente dove si è fermata la trattativa”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul Patto di Stabilità nella replica dopo il dibattito sulle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue. L’Italia ha “un approccio costruttivo e pragmatico ma dobbiamo tenere aperte tutte le opzioni: non sono disposta a dare mio assenso a un Patto che, non questo governo, ma nessun governo potrebbe rispettare”.

Sul Mes. “Chi ha dato il consenso alla ratifica” del Mes “che oggi impegna anche noi? Lo ha fatto il governo Conte, senza mandato parlamentare e lo ha fatto un giorno dopo essersi dimesso, quando era in carica solo per gli affari correnti, dando mandato a un ambasciatore con un mandato firmato dal ministro Di Maio, senza mandato parlamentare, senza averne potere, senza averlo detto agli italiani, con il favore delle tenebre”. Lo ha detto la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, nelle repliche al dibattito alla Camera sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue.

“Mi ha molto colpito che si sia fatto riferimento al grande gesto da statista del mio predecessore Mario Draghi e la foto in treno verso Kiev con Macron e Scholz. Per alcuni la politica estera è stata farsi foto con Francia e Germania quando non si portava a casa niente. L’Europa non è a tre ma a 27, bisogna parlare con tutti: io parlo con la Germania, la Francia e pure con l’Ungheria, questo è fare bene il mio mestiere” ha detto la premier Giorgia Meloni nella replica alla Camera, rispondendo alla dem Lia Quartapelle. “Sui comici russi ho già risposto: sono fiera di aver detto in quella telefonata quello dico anche fuori, ho ribadito che siamo a fianco dell’Ucraina e che lavoriamo in una pace giusta, che siamo consapevoli della stanchezza dell’opinione pubblica. Lo dico anche fuori di qua. E’ stato un modo non voluto per dimostrare che non c’è un’Italia a due facce, una pubblica e una privata. Io ne vado fiera. E mi stupisce tutta questa ironia sui comici: c’è chi ha creduto alla telefonata di due comici e chi ha creduto a un partito fondato da un comico” ha detto la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, nelle repliche al dibattito alla Camera sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue. “Non è un attacco a Draghi ma al Partito democratico che come al solito pensa che tutto il lavoro che il presidente del Consiglio Draghi ha fatto si riassuma nella fotografia con Francia e Germania. Non è la foto con Macron e Scholz che determina il lavoro di Draghi. Lui non c’entra niente, anzi ho rispettato la sua fermezza di fronte alle difficoltà che aveva nella sua maggioranza. Il suo lavoro non si può risolvere in una fotografia accanto ai leader di Parigi e Berlino”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni interpellata a margine del dibattito alla Camera dopo le comunicazioni in vista del Consiglio Ue.

 “E’ una fake news quella sulle società energetiche, la tassa è immutata e non c’è una riduzione di gettito, semplicemente l’ultima rata” è stata spostata “a inizio 2024 anche perché nel ’23 ringraziando Dio gli introiti sono stati superiori a quanto preventivato, sconti non ne facciamo, quelli sono stati altri”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella replica dopo il dibattito sulle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue. 

Al via in aula alla Camera l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. Questa settimana la premier sarà a Bruxelles per un Consiglio europeo inevitabilmente focalizzato (anche se non è formalmente all’ordine del giorno) sulle nuove regole della governance finanziaria dell’Ue. La posizione italiana, ha spiegato Meloni, “è chiara, viene compresa e rispettata”: punta a ottenere l’esclusione degli investimenti per la transizione verde e digitale, e per la Difesa, dal calcolo del debito. “Non si può punire chi investe”, è la sintesi della leader di FdI, “e non ci si può chiedere di dire sì a un Patto di stabilità che non questo governo, ma nessun governo italiano potrebbe rispettare”. 

“Il governo è impegnato da mesi in condizioni negoziali non semplici, mesi nei quali mai non abbiamo mai smesso di adoperarci per un approccio costruttivo e pragmatico” ha detto la premier.  “Se nonostante una trattativa difficilissima la partita” sul Patto di Stabilità “è ancora aperta e l’accordo finale posticipato” a una nuova riunione Ecofin dopo il Consiglio Ue è “perché a Bruxelles tutti riconoscono che la posizione italiana è sostenuta da una politica di bilancio seria che anche oggi voglio rivendicare”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue.“L’Italia è una nazione virtuosa, lo testimonia l’avanzo primario, lo dimostra il sistema pensionistico fra i più equilibrati d’Europa. Il tutto accompagnato da dati macroeconomico stabili, soddisfacenti, da un mercato del lavoro che sta registrando dati record, da una borsa che dal 2023 sta facendo registrare la maggiore performance d’Europa, dallo spread sotto controllo”.

Video Meloni: ‘La partita sul Patto e’ ancora aperta perche’ l’Italia e’ seria’

 

“Grazie all’impegno del governo e del ministro Fitto abbiamo registrato risultati straordinari, sulla rimodulazione e l’attuazione del Pnrr, che oggi ci vengono riconosciuti” ha proseguito Meloni.  “L’Italia eredita il Superbonus” che è “macigno sui conti” ma “si presenta con le carte in regola” . L’Italia non vuole spendere senza freni e sperperare senza controllo” ma la situazione “deve considerarsi” ancora “eccezionale e necessita di una governance eccezionale” afferma Meloni.

“L’Italia è fiera di guidare, con l’Austria, un gruppo di paesi amici dei Balcani occidentali, per questo sosteniamo il piano di crescita. Il tutto condizionato da un processo di riforme”. “Nella trattativa sul Patto di stabilità l’Italia ha avuto un “approccio costruttivo e pragmatico, che consentisse finalmente di bilanciare l’elemento della solidità dei bilanci nazionali e sostenibilità dei loro debiti pubblici, con l’imprescindibile elemento della crescita e del sostegno agli investimenti. Non è stato così fino ad oggi, non possiamo permetterci che continui ad essere così da domani”

“L’Italia sta partecipando attivamente al dibattito sulla definizione dell’agenda strategica da adottare il prossimo giugno, ovviamente non faremo mancare il nostro contributo e il focus italiano sarà concentrato sulle priorità: pensiamo che una Ue così ampia deva concentrare il suo lavoro sui grandi temi su cui gli Stati non possono competere da soli, lasciando agli Stati le questioni più prossime alla vita dei cittadini nel rispetto della sussidiarietà” precisa Meloni.

 

Video Meloni: ‘L’Ue lasci agli Stati le questioni prossime ai cittadini’

 

Conte: ‘Meloni sul Mes non scarichi, si assuma le sue responsabilità’

Il leader del M5S Giuseppe Conte, intervenendo nell’Aula della Camera in dichiarazione di voto dopo le comunicazioni della premier sul Consiglio europeo, invita la premier Giorgia Meloni ad “adottare i provvedimenti nei confronti dei suoi ministri come Santanchè, Delmastro, Sgarbi” coinvolti in vicende giudiziarie. “Basta con questo degrado istituzionale”, dichiara. Degli incarichi all’interno del suo partito, aggiunge Conte, può parlarne con i suoi come dice lei, “ora è Natale e ne parlerà in famiglia con sua sorella e suo cognato”. Ma “per gli incarichi di governo – grida Conte tra gli applausi dei suoi – deve risponderne all’Italia intera”.

“Con cocciutaggine e ostinazione pertinace” Meloni “parla di bonus edilizi. Ci vuole la faccia tosta, mezzo governo li ha usati, compresa lei. Ma è possibile che se aiutano voi vanno bene ma gli italiani non li devono usare? Come funziona la vostra politica?” ha detto il presidente del M5s. E infine sul Mes “non è più tempo di scaricare sugli altri, assumetevi le responsabilità”. Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, rivolgendosi alla premier Giorgia meloni, nel dibattito alla Camera

Meloni: ‘Sosteniamo l’adesione alla Ue di Ucraina e Moldova . E la Candidatura di Georgia e Bosnia’

 “Il governo sostiene con convinzione la raccomandazione della Commissione europea di aprire i negoziati di adesione con Ucraina e Moldova, e e condividiamo la raccomandazione a conferire lo status di candidato alla Georgia”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo.
“L’Italia sostiene fermamente il cammino europeo della Bosnia Erzegovina – ha aggiunto -: concedere lo status di candidato ha già portato progressi, e potrà farne di più dentro lo status negoziale piuttosto che fuori”. “Rivedere il bilancio pluriennale solo per reperire le risorse per l’Ucraina, senza pensare alle conseguenze della guerra, non aiuterebbe nemmeno l’Ucraina perché” peserebbe su “una opinione pubblica europea già provata dal conflitto” precisa Meloni

Meloni: ‘Imperativo il sostegno all’Anp e la lotta all’antisemitismo’

“Una delle nostre priorità è evitare che l’Autorità nazionale palestinese indebolisca ulteriormente perché” sarà “essenziale nel periodo post-bellico. E’ imperativo rafforzare il nostro sostegno all’Anp, e la migliore risposta” è un “nuovo impulso politico alla soluzione due Stati”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue. “Dobbiamo continuare a garantire la massima sicurezza alle comunità ebraiche minacciate da un’ondata montante di antisemitismo. Non ci faremo trovare impreparati, difenderemo la nostra libertà, democrazie e civiltà”. “Dobbiamo garantire un orizzonte politico solido al popolo palestinese, insieme alla sicurezza per Israele: e ribadisco che l’Europa in questo può e deve svolgere un ruolo da protagonista”

Video Meloni: ‘L’imperativo e’ sostenere l’Autorita’ nazionale palestinese’

 

Meloni: ‘L’accordo con Tirana, solo in Italia voci stonate’

 “Siamo stati noi a spingere dall’inizio del nostro mandato perché l’Unione si dotasse di una sua, seria e consapevole politica di contrasto ai traffici illegali di esseri umani, e quella che era all’inizio una posizione isolata è oggi convinzione comune ed è merito dell’Italia”. 

Sul protocollo Italia Albania “dispiace che molte delle voci stonate siano arrivate dall’Italia, dove da più parti si è attaccato Rama per aver aiutato l’Italia. Dispiace e colpisce che si sia paventata una espulsione del primo ministro albanese dal Pse, evidentemente per alcuni italiani di sinistra aiutare l’Italia è una colpa”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla Camera. Il patto “sta suscitando concreto interesse, con buona pace di chi in patria come in Ue vuole solo affossare ogni tentativo. Continuino pure a distruggere che noi continueremo a costruire e gli italiani continueranno a vedere la differenza”.

“L’accordo con Tirana è destinato a diventare un importante strumento per combattere i trafficanti per permettere l’ingresso sul territorio europeo solo a coloro che hanno dirtito alla protezione intranzionale. C’è un costante dialogo con la commissione” europea “sull’accordo per sostanziare l’impegno al pieno rispetto del diritto dell’Ue, nazionale e internazionale”.

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