Le elettriche di Stellantis sono già profittevoli

admin
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PERICOLI IN VISTA – Lucido e poco rassicurante, Carlos Tavares (nella foto qui sopra) fa una profezia: entro la fine del decennio alcune Case potrebbero collare sotto la pressione della transizione elettrica. Stellantis, però, è in una buona posizione per superare questo difficile passaggio perché le sue elettriche producono già guadagni. Il ceo di Stellantis pensa che le aziende legacy, con i loro business tradizionali, sono nella condizione migliore per resistere perché i loro veicoli a benzina e gasolio generano i profitti che serviranno per l’introduzione di veicoli elettrici e alimentati con altri combustibili alternativi. Questi anni di cambiamento, nei quali il ceo ha guidato di Stellantis in un percorso per ridurre i costi e abbassare il punto di pareggio dei costi di produzione delle elettriche, sono stati chiamati “darwiniani” da Tavares perché solo i più adatti sopravviveranno alla transizione.

L’ECONOMICA REDDITIZIA – Negli Stati Uniti e in Europa i veicoli elettrificati di Stellantis sono in attivo: Carlos Tavares l’ha detto nel corso della quindicesima Goldman Sachs Annual Industrials and Autos Week di Londra. Secondo lui i costruttori devono mettere sul mercato auto elettriche che diano profitto già con un prezzo di 25.000 dollari perché così si riescono a captare gli acquirenti della classe media e in effetti la nuova Citroën C3 (nella foto qui sotto) costa così ed è redditizia. Secondo Tavares raggiungere la redditività dei veicoli elettrici è essenziale per un costruttore perché se la loro quote di mercato “continuerà a crescere in modo lineare le Case che non sono in grado di guadagnare con gli EV si troveranno nei guai molto, molto presto. Una crescita anche solo lineare implicherebbe infatti una grande quantità di capitale per finanziare prodotti che strutturalmente sono meno redditizi di quelli con motore a scoppio ma se il profitto è negativo allora questi costruttori finiranno nei guai abbastanza rapidamente.

IL PESO DELLA POLITICA – Tavares ha poi ipotizzato che i risultati delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti e per il Parlamento Europeo, che si terranno a novembre e a giugno del 2024 rispettivamente, potrebbero indurre sia un’accelerazione sia un rallentamento della domanda di veicoli elettrici a seconda dei risultati. Le case automobilistiche dovranno essere in grado di gestire entrambi gli scenari: l’amministrazione Biden, per esempio, ha proposto ambiziosi traguardi di riduzione dei consumi di carburante, entro il 2035, ma se Donald Trump o un altro candidato repubblicano vincessero questi obiettivi potrebbero essere annullati. Tavares sostiene che in caso di rallentamento nella transizione il settore potrebbe sperimentare “ostacoli sulla strada” perché gli investimenti negli EV darebbero poco frutto. Se invece vincessero i candidati pro-EV e pro-transizione, negli USA e/o in Europa, la pressione sulle case automobilistiche potrebbe aumentare perché la diffusione dei veicoli elettrici sarebbe accelerata e chi non riuscisse a produrli in modo redditizio perderebbe molto.

FOCUS SUI COSTI – “La battaglia sui BEV potrebbe essere contro Tesla negli Stati Uniti e con i marchi cinesi in Europa, che potrebbero fare molta pressione sui prezzi“ ha affermato Tavares, spiegando che “se si vogliono avere buoni margini con i veicoli elettrici occorre essere molto attenti ai costi perché è importante coinvolgere le classi medie con prezzi che siano nel core del mercato e che diano comunque profitto. Ottenere un prezzo redditizio al centro del mercato è un’equazione che si può risolvere solo se si riducono i costi, attività nella quale cui siamo ragionevolmente bravi”. Alcuni esempi di quest’attività sono per esempio gli incentivi volontari di dipendenti Stellantis negli USA e l’accordo con la cinese Leapmotor, della quale il Gruppo ha acquistato circa il 20% del capitale per 1,5 miliardi (qui la notizia). Nascerà Leapmotor International, una joint venture guidata da Stellantis che avrà i diritti esclusivi per la vendita dei prodotti Leapmotor al di fuori della Cina.

DARE FORWARD CONFERMATO – Carlos Tavares ha spiegato che “stiamo consolidando l’attività di Leapmotor al di fuori della Cina e questo permette costi di fornitura inferiori del 30% rispetto a qualsiasi altra cosa presente nel mondo occidentale e porteremo auto cinesi sui mercati europei in modo redditizio”. Il ceo ha inoltre confermato che Stellantis rimane “sulla buona strada” riuscendo a concretizzare la strategia Dare Forward 2030, che prevede per esempio un fatturato annuo di 300 miliardi di euro, il lancio di 75 nuovi veicoli a batteria e vendite di veicoli elettrici al 50% negli Stati Uniti e del 100% in Europa al 2030 (qui per saperne di più).



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