Le Borse di oggi, 14 dicembre. Mercati galvanizzati dalle prospettive di tagli ai tassi Fed. Oggi tocca alla Bce

admin
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MILANO – La prospettiva di ridurre il costo del denaro di 75 punti base nel corso del 2024 ha mandato in estasi Wall Street e di lì i mercati asiatici. Il Dow Jones (+1,4%) ha segnato record storici e l’indice globale delle azioni ha visto la sesta giornata consecutiva di guadagni. Il ragionamento delle sale operative – sintetizzato in un report di Abn Amro – è che la Fed abbia di fatto sdoganato l’ottimismo dei mercati che scommettono addirittura su tagli per 145 punti il prossimo anno. Il presidente Powell ha sì tenuto le mani libere, ma la sua retorica sembra passata a puntare più sul timore di stringere troppo che non di non fare abbastanza per frenare l’inflazione. In controtendenza solo Tokyo, ma per l’apprezzamento dello yen contro il dollaro che è sceso ai minimi da quattro mesi. Oggi tocca alla Bank of England (attesi tassi confermati ai massimi da 15 anni) e soprattutto alla Bce. Anche a Francoforte si vedono tassi fermi: “La Bce dovrebbe rimanere cauta, affermando che il rischio di inflazione non è superato, ma che vi sono più possibilità di tagliare che di aumentare l’anno prossimo”, hanno scritto da Neuberger Berman. Sul tavolo di Lagarde le nuove previsioni macro e un possibile riferimento allo stop ai reinvestimenti nei titoli acquistati con i programmi di supporto all’economia.

La Bank of England lascia i tassi invariati

La Bank of England (BoE) ha lasciato oggi invariati i tassi d’interesse britannici al 5,25%, per il secondo mese di fila e dopo 14 rialzi consecutivi adottati in chiave anti inflazione. La decisione, attesa, s’allinea a quella di ieri della Fed negli Usa.
Viene dunque rinviato all’anno nuovo il possibile avvio d’una riduzione dei tassi (ai massimi da 15 anni nel Regno Unito) invocata da settori del business, del mondo del lavoro e dello stesso partito conservatore di governo di Rishi Sunak per cercare di ridare ossigeno alla crescita dell’economia. Tanto più dopo il dato a sorpresa sul calo del Pil di ottobre dello 0,3%.

Tim, Urso: “Preoccupato per ricorso di Vivendi? Assolutamente no”

“Preoccupato per un eventuale ricorso di Vivendi? Assolutamente no, perché è un processo già avviato, che credo di garanzia per tutti soprattutto per chi investe e per chi ha investito in questa importante impresa”. E’ il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso a rispondere così a una domanda sulla cessione di NetCo e le possibili conseguenze di un ricorso dell’azionista francese a margine di un incontro al Mimit sul lancio del secure microchip di Telsy.

Tim, Labriola: “Consob vigili su indiscrezioni”

“Noi abbiamo fatto tutto quanto secondo la normativa vigente, quindi andiamo avanti e vediamo. Quello a cui fare attenzione e su cui invito anche la Consob a far fare attenzione è che Tim, stranamente, è un titolo che subisce fluttuazioni sulla base di indiscrezioni. Chiediamo una maggiore attenzione su chi rilascia queste informazioni e come le gestisce. E’ fondamentale a tutela del mercato italiano e per la credibilità del mercato borsistico italiano”. Lo ha detto Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, a margine della conferenza stampa ‘Il Made in Italy per la Cybersicurezza’ al Mimit rispondendo alle domande sul possibile ricorso di Vivendi sulla cessione della rete.

Hong Kong chiude a +1,07% con ipotesi taglio Fed

La Borsa di Hong Kong chiude la seduta in forte rialzo in scia alle indicazioni fornite dalla Federal Reserve sull’evoluzione dei tassi Usa nel 2024, con l’ipotesi di tagli per totali 75 punti base e la possibile loro discesa al 4,6% dal 5,25%-5,5% attuale: l’indice Hang Seng sale dell’1,07%, portandosi a 16.402,19 punti.

Parigi: +8,7% Vivendi, ‘premiato’ il progetto di scissione allo studio

Balzo di Vivendi alla borsa di Parigi dopo l’annuncio del progetto di scissione in diverse unità che il gruppo intende studiare per porre fine allo sconto di holding. Il titolo della società di media francese, a cui fanno capo il 23,7% di Tim e il 22,9% di mfe, attorno alle 10,30 mette a segno un rialzo dell’8,7% a 9,74 euro, mentre l’indice cac 40 avanza dell’1%.
In progresso anche la quotazione di bollorè (+2,8%), azionista di riferimento di vivendi. Come indica il comunicato diffuso nella tarda serata di ieri ‘al fine di sfruttare appieno il potenziale di sviluppo di tutte le attivita’, il consiglio di gestione di vivendi ha proposto al consiglio di sorveglianza – che la ha autorizzata – la possibilità di studiare un progetto di scissione della società in più entità, ciascuna delle quali quotata in borsa’

Piazza Affari in lieve rialzo, Ftse Mib +0,21%

Piazza Affari procede in lieve rialzo nel corso della seconda ora di scambi, con il Ftse Mib che guadagna lo 0,21% a 30.358,18 punti. Il massimo intraday ha raggiunto i 30.652,90 punti, mentre il minimo i 30.338,65 punti.

I tassi dei titoli di Stato in picchiata, Btp al 3,74%

I tassi dei titoli di Stato sono in picchiata libera dopo le ipotesi della Fed di un allentamento nel 2024 della stretta monetaria. Sui mercati si scommette su una posizione analoga anche per la Bce con un taglio dei tassi l’anno prossimo pari a 157 punti base. Lo spread tra Btp e Bund dopo un avvio in calo è stabile a 170 punti. Il rendimento del decennale italiano scende di 17 punti base al 3,74%. In calo anche il Bund tedesco al 2,04% (-12 punti base). In decisa flessione la Spagna al 3,01% (-15 punti) e la Grecia al 3,24% (-14 punti).

Le Borse Ue partono a razzo

Le Borse europee aprono in forte rialzo dopo la decisione della Fed di lasciare invariati i tassi e la prospettiva di tre tagli nel 2024. L’indice Cac 40 di Parigi guadagna l’1,35% a 7.633,07 punti, il Dax 30 di Francoforte registra un progresso dell’1,05% a 16.944,45 punti e l’Ftse 100 di Londra sale dell’1,60% a 7.670,60 punti. A Piazza Affari l’Ftse Mib avanza dello 0,91% nei primi scambi.

L’euro si rafforza dopo la Fed

L’euro apre in forte rialzo sopra quota 1,09 dollari dopo la Fed e in attesa della Bce. Si prevede che la banca centrale europea manterrà i tassi di interesse a livelli record e potrebbe anche accennare a tagli dei tassi in arrivo, dato che i dati recenti hanno evidenziato un rallentamento dell’attività economica e dell’inflazione. La moneta unica passa di mano a 1,0900 dollari, in rialzo dello 0,24% e arretra nei confronti dello yen a 154,38. La divisa giapponese si rafforza anche nei confronti del biglietto verde: dollaro/yen a 141,63.

Borse asiatiche in rialzo

Le Borse asiatiche procedono tutte in rialzo, tranne la piazza giapponese. Gli operatori giapponesi si sono concentrati anche sulla crisi politica che ha coinvolto il primo ministro Fumio Kishida dopo le dimissioni di tre ministri a causa di un grave scandalo di corruzione nel partito al potere. A Hong Kong, l’indice Hang Seng sale dello 0,98% mentre a Shanghai, l’indice composito guadagna lo 0,11% e il Kospi di Seul avanza dell’1,15%.

Petrolio in rialzo in Asia, pesa anche un attacco nel Mar Rosso

Prezzi del petrolio in rialzo sui mercati asiatici. I future del greggio Wti avanzano di mezzo punto percentuale poco sotto i 70 dollari al barile, aumentando per la seconda sessione consecutiva grazie al forte calo delle scorte di greggio statunitensi e ai segnali dovish della Federal Reserve americana che hanno rafforzato le prospettive della domanda. I dati ufficiali hanno mostrato che le scorte di greggio statunitensi sono diminuite di circa 4,3 milioni di barili la scorsa settimana, registrando un calo per la seconda settimana consecutiva e superando le previsioni di un calo di 0,65 milioni di barili. Una petroliera nel Mar Rosso, al largo delle coste dello Yemen, è stata attaccata da uomini armati su un motoscafo e bersagliata da missili, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza delle forniture di petrolio del Medio Oriente. I future del Brent guadagnano lo 0,53%a 74,65 dollari al barile.

Tokyo chiude in calo dello 0,7% con la forza dello yen

La Borsa di Tokyo ridimensiona guadagni di inizio seduta e termina le contrattazioni in calo, appesantita dalla nuova forza dello yen, dopo le indicazioni della Federal Reserve, che ha detto di non escludere un taglio dei tassi di interesse dal prossimo anno. Il listino di riferimento Nikkei segna un ribasso dello 0,73% a quota 32.686,25, e una flessione di 240 punti. La divisa nipponica avanza sul dollaro ai massimi in 4 mesi, a un livello di 141,70, e sull’euro a 154,50.

Wall Street, future ancora in rialzo

Si prospetta un avvio in rialzo a Wall Street dopo la decisione della Fed che ha lasciato i tassi invariati, come previsto, ma ha fatto sapere che l’anno prossimo li taglierà almeno tre volte, una in più delle attese, mettendo così la parola fine a due anni di strette monetarie. I future del Dow Jones avanzano dello 0,26%, quelli del Nasdaq salgono dello 0,52% e quelli dell’S&P 500 registrano un progresso dello 0,35%.

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