La sorella di Giulia Cecchettin: “Salvini dubita della colpevolezza di Turetta perché bianco e di buona famiglia. È violenza di Stato”

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Elena Cecchettin, la sorella di Giulia, uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta, risponde sui social al vicepremier Matteo Salvini che con insolito garantismo ha twittato: “Se colpevole, nessuno sconto di pena e carcere a vita”. Lasciando spazio alla possibilità che il ragazzo, fermato domenica mattina in Germania con l’accusa di omicidio aggravato, possa anche essere innocente. “Ministro dei trasporti che dubita della colpevolezza di Turetta. Perché bianco, perché di ‘buona famiglia’. Anche questa è violenza, violenza di stato”, scrive Elena Cecchettin su Instagram. Rilanciando anche un post di Carlotta Vagnoli che ricordava l’astensione della Lega (e il no di due suoi eurodeputati) sulla risoluzione che chiedeva l’adesione della Ue la convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne.

La frase di Salvini spicca non solo perché in passato, come molti hanno fatto notare sui social, il leader leghista non ha esitato a indicare come colpevoli di reati diverse persone immigrate non ancora condannate. Ma anche perché nelle stesse ore un altro ministro del governo Meloni, Matteo Piantedosi, ex capo di gabinetto dello stesso Salvini, si è detto riconoscente alle forse dell’ordine “che hanno risolto in tempi brevi il caso, assicurando alla giustizia l’autore dell’uccisione della giovane Giulia”.

Tanto deve essere bastato al vicepremier, insieme alle polemiche social che hanno attirato centinaia di utenti, per tornare sui suoi passi e correggere il tiro con un nuovo tweet che integra e corregge il precedente, ma senza entrare in polemica con la giovane: “Per gli assassini carcere a vita, con lavoro obbligatorio. Per stupratori e pedofili – di qualunque nazionalità, colore della pelle e stato sociale – castrazione chimica e galera. Questo propone la Lega da sempre, speriamo ci sostengano e ci seguano finalmente anche altri. Ovviamente, come prevede la Costituzione, dopo una condanna stabilita in Tribunale augurandoci tempi rapidi e nessun buonismo, anche se la colpevolezza di Filippo pare evidente a me e a tutti”.

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