ergastolo a Padovani, inutile il suo appello

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Bologna, 12 febbraio 2024 – La corte ha deciso: ergastolo Giavanni Padovani, 28 anni di Senigallia, per l’omicidio della ex Alessandra MatteuzziLa corte ha riconosciuto per l’ex giocatore anche tutte le aggravanti contestate: premeditazione, futili motivi, legame affettivo e stalking. La donna, 56 anni, venne massacrata il 23 agosto 2022 a colpi di martello, calci, pugni e con una panchina mentre stava tornado a casa. Venne sorpresa praticamente nell’androne di casa.

Padovani (video) ha giocato la sua ultima carta in aula, poco prima della sentenza. Rivolgendosi ai giudici ha detto: “Se pensate che un persona normale possa uccidere vi chiedo di condannarmi all’ergastolo, anzi: lo pretendo. Ma io non stavo bene, non ero lucido e ho commesso l’irreparabile”.

22:08

La sorella Stefania: giustizia è fatta

“Non è bello dare un ergastolo, ma se uno se lo merita bisogna dare pene severe: oggi è stata fatta giustizia per mia sorella“, ha detto Stefania, sorella di Alessandra Matteuzzi ai microfoni de ‘La Vita in Diretta’, il programma di Rai1 condotto da Alberto Matano, commentando la sentenza.  Padovani “aveva diritto di parlare” e “io ho ascoltato con rispetto“, così “come ho sempre affrontato questo processo, con i valori che mi hanno insegnato i miei genitori, che aveva anche mia sorella – ha spiegato Stefania – Nemmeno io avrei voluto essere qui oggi e avrei voluto che le cose fossero andate in maniera diversa, ma lui ha deciso questo e deve prendersi le sue responsabilità – ha concluso – Come ho sempre detto, vado avanti solo per la giustizia: è l’unica cosa che mi può portare a dire ‘mi alzo un altro giorno’ perché altrimenti è un’agonia continua, sono distrutta“.

17:04

“Era lucido e ha pianificato tutto”

“La vera giustizia sarebbe che Alessandra fosse qui con noi, lei non c’è, è in un’urna cineraria e il responsabile è Giovanni Padovani. Che era lucido, che ha premeditato l’omicidio della sua ex compagna”, è l’amaro commento dell’avvocata di parte civile Chiara Rinaldi, che rappresenta  i due nipoti di Alessandra Matteuzzi. “Sono state accolte tutte le aggravanti contestate, ci abbiamo sempre sperato e creduto. Oggi la giustizia ha fatto il proprio corso”, ha concluso.

14:52

Il pianto disperato di Stefania: “Mia sorella non c’è più”

Poco dopo la lettura della sentenza, Stefania Matteuzzi è scoppiata in un pianto a dirotto. “Alessandra non c’è più, mia sorella non c’è più: io ora come faccio?”, ha detto tra i singhiozzi.​​​​​​

Il pianto disperato di Stefania Matteuzzi alla lettura della sentenza sull'omicidio della sorella (foto Schicchi)

Il pianto disperato di Stefania Matteuzzi alla lettura della sentenza sull’omicidio della sorella (foto Schicchi)

13:46

Le provvisionali per sorella, madre e altre parti civili

La Corte ha anche stabilito provvisionali immediatamente esecutive da 100mila euro per la sorella di Alessandra Matteuzzi, Stefania, e per la madre. Diecimila euro invece per i due nipoti di Alessandra e 5mila euro per le altre parti civili. Per quanto riguarda i danni, invece, saranno liquidati in separata sede.​​​​​​

L'abbraccio tra il sindaco di Bologna Lepore e Stefania Matteuzzi, sorella della vittima (foto Schicchi)

L’abbraccio tra il sindaco di Bologna Lepore e Stefania Matteuzzi, sorella della vittima (foto Schicchi)

13:13

Il sindaco Lepore: “Giustizia per Alessandra”

Il sindaco di Bologna, città che si era costituita parte civile nel processo, ha commentato la sentenza: “Giustizia è fatta per Alessandra Matteuzzi e per tutte le donne che vivono a Bologna: sappiano che il Comune è al loro fianco. E’ un giorno di grande tristezza ma anche di certezza della pena che è importante in un Paese che volta continuamente le spalle alle donne e alle loro vite”.

12:52

Ergastolo per Giovanni Padovani

L’ex calciatore di Senigallia è stato condannato all’ergastolo: in aula, al momento della sentenza, anche il sindaco di Bologna Matteo Lepore. Lo ha stabilito lo ha stabilito la Corte d’Assise di Bologna, presieduta dal giudice Domenico Pasquariello dopo un paio d’ore di camera di consiglio. Confermate per l’ex calciatore le aggravanti dello stalking, del vincolo del legame affettivo, dei motivi abietti e della premeditazione, come chiesto dalla Procura.

11:48

La Corte di Assise in camera di consiglio, il verdetto atteso intorno alle 14

La Corte di assise di Bologna è entrata in camera di consiglio per emettere la sentenza su Giovanni Padovani. La Procura e le parti civili, nelle repliche, hanno sottolineato la presenza di tutte le aggravanti e la loro contrarietà alla concessione delle attenuanti. La difesa ha posto di nuovo l’accento sulla poca lucidità dell’imputato al momento del delitto. La Corte tornerà in udienza con il verdetto intorno alle 14. 

10:59

“Premeditazione? Serve linearità di intenti”

“Sull’aggravante di premeditazione – prosegue l’avvocato Bordoni -: la giurisprudenza richiede una linearità di intenti nel premeditare un crimine. Ma senza l’innesco causato il 18 agosto 2022 (Alessandra è stata uccisa il 23, ndr) dai messaggi – pur legittimi – e dalla foto artefatta pubblicata sui social dalla donna, la Corte è certa che l’idea parossistica che aveva pervaso Padovani avrebbe avuto il medesimo, tragico epilogo?”

10:49

L’avvocato di Padovani: “Massimo rispetto per Alessandra”

L’avvocato di Padovani, Gabriele Bordoni: “Mi ferisce molto dal punto di vista umano e professionale che si pensi che questa difesa abbia mai veicolato il concetto per cui ‘la vittima se l’è cercata’ – ha detto rivolgendosi all’arriva della pm -. Il rispetto per Alessandra e la sua famiglia è sempre stata massimo, ogni idea differente è barbara ed estranea al pensiero mio e di questa difesa”

10:37

“Porto dentro un fardello più grande del carcere: va fatta giustizia”

“Io non stavo bene – prosegue Padovani – : una persona che sta bene non ammazza un’altra persona. Mi ritrovo in un incubo, mi dispiace, questo è un fardello più pesante del carcere. Io con la testa non c’ero più, non ero lucido. Se potessi tornare indietro lo farei, ma non sono sicuro che finirebbe in modo diverso perché io non stavo bene. Ho commesso l’irreparabile, io avevo tanto da perdere e ho perso tutto. Lei ha perso la vita. Oggi chiedo che deve essere fatta giustizia perché Giovanni Padovani deve pagare, ha ucciso una donna. Ma la giustizia deve essere fatta senza essere influenzati dai media“.

10:32

“Ergastolo? Se pensate che uccidere sia normale lo pretendo”

“Se pensate che un uomo che ammazza una donna con quella ferocia sia una cosa normale, commessa da una persona lucida e capace di intendere e volere, allora merito l’ergastolo. Anzi, lo pretendo. Ogni stare ogni ora e ogni minuto della mia vita in carcere. E’ successa una cosa gravissima, una persona non c’è più e non c’è nulla che possiamo per rimediare”. E ancora: “Quando perdi la capacità di vedere le cose con lucidità commetti l’irreparabile. Avevo tanto da perdere e Alessandra anche ha perso tanto. Qui oggi non vince nessuno“.

10:11

Padovani parla in aula: nessun rispetto per Alessandra

“Un gesto gravissimo e imperdonabile“, a sorpresa prende la parola in aula l’imputato Giovanni Padovani che punta il dito contro i giornalisti. “Non c’è stato nessun rispetto per Alessandra, la sorella e sua famiglia – dice non voce ferma Padovani alla corte -. Non cè stato nessun rispetto per mia madre che è stata sempre additata come la madre di un assassino“.

10:00

L’avvocato di mamma e sorella: “Aveva già deciso di ucciderla”

“Alessandra Matteuzzi, accettando di stare insieme a Giovanni Padovani il giorno prima del suo omicidio, si è allungata la vita di un giorno. Padovani, infatti, aveva già deciso di ucciderla se non si fosse piegata al suo volere di continuare a stare con lui. E, quando ha capito che non sarebbe successo, di fatto l’ha uccisa”, ha detto Antonio Petroncini, avvocato di parte civile della madre e della sorella di Alessandra Matteuzzi che ha aggiunto: “Se Alessandra avesse deciso di riprendere il rapporto sentimentale con Padovani, lui le avrebbe risparmiato la vita, ma la vittima non si è sottomessa e l’ha uccisa”

09:56

In aula anche la sorella di Alessandra

Ad assistere alle battute finali del processo c’è anche Stefania Matteuzzi, la sorella e confidente della vittima, che si è sempre battuta per avere giustizia. La sera del massacro le due erano al telefono e Stefania ha sentito le urla di terrore della vittima. Qualche minuto dopo l’inizio dell’udienza è arrivata anche la mamma di Padovani che ha sempre seguito le udienze del dibattimento. Ha ascoltato la lunga deposizione spontanea del figlio in lacrime.​​​​

Stefania Matteuzzi, la sorella della vittima

Stefania Matteuzzi, la sorella della vittima

09:30

La Procura: “Alessandra viveva nel terrore”

La pm Lucia Russo per la Procura parla per replicare in punti alle posizioni della difesa. In particolare, la Procura ha ribadito la richiesta di ergastolo sottolineando come fosse “insostenibile non contestare l’aggravante di stalking, poiché Padovani era ben consapevole del terrore in cui viveva Matteuzzi a causa sua. Il fatto che lei fosse talvolta incoerente nei propri atteggiamenti verso di lui, a maggior ragione testimonia la condizione di fragilità in chi era costretta a vivere”. E ha specificato: “Confidiamo che la Corte non si abbandoni allo stereotipo della vittima che se l’è cercata”.

09:00

Padovani arriva in aula

Giovanni Padovani è arrivato al tribunale di Bologna dal carcere di Reggio Emilia dove è richiuso dal giorno del suo arresto.

Giovanni Padovani arriva in tribunale a Bologna: oggi la sentenza (foto Schicchi)

Giovanni Padovani arriva in tribunale a Bologna: oggi la sentenza (foto Schicchi)



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