era incinta, il 41enne la perseguitava da tempo

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Quell’uomo con cui aveva avuto una relazione clandestina, poi troncata, l’aveva prima ricattata, promettendo di diffondere alcuni video della loro intimità se non fosse tornata sui suoi passi, e poi minacciata di morte. Bujar Fandaj, 41 anni, di origini kosovare, corriere residente ad Altivole, era già stato denunciato da Vanessa Ballan, commessa ventiseienne del supermercato Eurospin di Riese Pio X, lo scorso mese di ottobre. Ieri mattina Fandaj, dopo settimane in cui sembrava aver accettato di doversi fare da parte, avrebbe messo in pratica il suo criminale piano di vendetta, uccidendo la giovane a coltellate: fermato per omicidio aggravato, l’uomo è stato portato nel carcere di Treviso. Non ha reso dichiarazioni.

In attesa del secondo figlio

Un’esplosione di violenza e odio nei confronti di una ragazza già madre di un bimbo di 4 anni e in attesa di un secondo figlio che non vedrà mai la luce. Vanessa era incinta di tre mesi, da un paio di settimane aveva lasciato il lavoro per mettersi in maternità, e viveva con il compagno, Nicola Scapinello, piastrellista di 28 anni, a Spineda di Riese Pio X, in una villetta abbinata di via Fornasette. Una zona residenziale immersa nel verde, con la campagna a pochi passi.

L’intruso in casa

Vanessa si trovava sola in casa, ancora in pigiama: il compagno era al lavoro e il figlioletto all’asilo. Sono le 11.21 quando sul suo smartphone è giunta una telefonata, quella della madre. Ad una seconda chiamata, sempre della donna, alle 11.47, Vanessa non ha potuto rispondere. L’assassino, in quel breve lasso di tempo, è entrato in azione. Secondo quanto sono riusciti a ricostruire i carabinieri del nucleo investigativo di Treviso e della Compagnia di Castelfranco Veneto il killer, dopo aver posteggiato il piccolo furgoncino solitamente utilizzato per le consegne, ha raggiunto il retro dell’abitazione e qui, dopo aver scavalcato una recinzione, ha abbattuto a martellate una porta finestra sul retro.

La lotta

 Il rumore provocato dall’effrazione ha spinto Vanessa, che probabilmente si trovava al piano superiore, a scendere per capire cosa stesse succedendo. È qui che la ragazza, dalla corporatura esile, ha tentato di affrontare quell’intruso che ben conosceva. Il quarantunenne, con un coltello che aveva portato con sè, forse dopo l’ennesima violenta lite, ha ucciso Vanessa colpendola con sette coltellate al petto e all’addome. L’assassino ha infierito con lucida follia e con un accanimento che ha lasciato sul pavimento un lago di sangue. Gli inquirenti, guidati dal pubblico ministero Michele Permunian, hanno definito la scena che si sono trovati di fronte una vera e propria mattanza.

La fuga

Bujar Fandaj, posato il coltello su un lavandino, dopo essersi probabilmente lavato del sangue della sua vittima, è poi fuggito facendo perdere le proprie tracce: l’uomo è stato fermato la sera di martedì a tarda ora, poco distante dalla sua abitazione a San Vito di Altivole. Non ha opposto resistenza ed è stato portato nella caserma dei carabinieri di Castelfranco. L’uomo si era allontanato con il suo furgoncino e attraverso le telecamere sono stati ricostruiti i suoi movimenti.

Il ritrovamento del corpo

L’omicidio di Vanessa è stato scoperto poco dopo le 12 quando il compagno, Nicola, è rincasato per la pausa pranzo e si è trovato di fronte alla straziante scena della compagna, ormai esanime e sanguinante, ai piedi delle scale. Il ragazzo, sotto choc e con l’aiuto di un vicino di casa, ha lanciato l’allarme ai soccorsi ma quando l’ambulanza del Suem 118 è arrivata in via Fornasette, per lei non c’era ormai più nulla da fare. In pochi minuti sono giunte le pattuglie dei carabinieri, coordinate dal comandante provinciale Massimo Ribaudo, seguiti dal nucleo di polizia scientifica e dall’anatomopatologo Antonello Cirnelli che ha rilevato le coltellate inferte sul corpo della ragazza oltre a evidenti ferite sulle sue mani. Vanessa avrebbe tentato di difendersi fino all’ultimo dai fendenti, purtroppo inutilmente.

Lo choc

A poche ore dalla tragedia nella zona è un viavai di telecamere, curiosi, amici e colleghe di lavoro della ventiseienne. Alcuni parenti della ragazza, arrivati a loro volta, riescono a fermare lo scuolabus che stava riportando a casa il figlioletto di Vanessa, subito affidato ai nonni. Nicola Scapinello, sconvolto e a descritto come «in stato confusionale» è stato subito accompagnato nella caserma dei carabinieri di Riese Pio X: ne uscirà solo dopo le 19, ancora sotto choc dopo aver raccontato quanto sapeva del legame che in passato aveva unito la sua compagna e quello che sarebbe il suo killer.

20 dicembre 2023

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