Dritto e rovescio, “gender e poliamore” a scuola? Botta e risposta Ruiu-Cirinnà

admin
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Ma chii è che deve educare i figli, la famiglia o lo Stato? Si parla dell’educazione contro la violenza di genere a Dritto e rovescio, il programma condotto da Paolo Del Debbio su Rete4. Maria Rachele Ruiu, di Pro Vita e Famiglia, afferma che è impensabile un “ritorno dello Stato etico”, perché la scuola deve “tornare a istruire e a dare ai nostri figli e le competenze e anche confini per raggiungere la loro vocazione e per poter andare avanti” nella vita, mentre “la famiglia è la commissione migliore per poter educare alla sessualità”. 

 

Dopo il caso di Giulia Cecchettin si è animato il dibattito sull’educazione all’affettività. Ma spesso quanto si parla di portare questi temi nella scuola da sinistra si parla anche di “genitalità, educazione sessuale alle elementari, si vuole imporre il mondo degli adulti ai più piccoli – tuona Ruiu – Noi abbiamo segnalazioni da tantissimo tempo in tutta Italia:  quando si parla di educazione sessuale si parla di aborto, di gender, di utero, di genitalità, di usare il corpo dell’altro che l’importante è non rimanere incinta. Grazie, non lo vogliamo, noi pensiamo di essere in grado di educare i nostri figli. Se volete aiutare le famiglie aiutate quelle in difficoltà”, dice ancora l’attivista di Pro Vita che conclude: la priorità educativa della famiglia è assicurata dalla carta dei diritti dell’uomo, sono “gli stati totalitari che usano lo usano l’educazione di Stato” per imporre certi concetti. 

 

Ospite del programma è anche Monica Cirinnà, volto storico della sinistra su questi temi. “In questo paese muore una donna ogni due giorni e con l’educazione sentimentale vogliamo insegnare Il rispetto della differenza di genere”, afferma. “Qualcuno straparla, vorrei sapere dai presenti la definizione di render, questo spauracchio che in realtà è semplicemente l’educazione e l’insegnamento alla differenza di genere. Se gli uomini continuano a uccidere le donne è perché non c’è assolutamente rispetto della differenza di genere tra un maschio e la femmina”, afferma Cirinnà. Insomma, non si tratta di “introdurre tutte le situazioni pazzesche che ho sentito, come il poliamore, ma parliamo del fatto che muore una donna ogni due giorni e che forse il machismo e il maschilismo dilagano in questo paese anche perché c’è un’assenza di insegnamento nelle nostre scuole”. 

 

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