Disturbi alimentazione, un quadro preoccupante: dati convegno ATS

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Nel periodo post-pandemico, nelle province di Cremona e Mantova si è registrato un aumento di casi di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) con un’insorgenza sempre più precoce a carico delle fasce più giovani della popolazione; è quanto emerso durante il Convegno “Piano dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in ATS della Val Padana: dalla diagnosi precoce alla presa in carico” organizzato dall’ATS nei giorni scorsi presso la Camera di Commercio a Cremona.

L’evento – rivolto ai professionisti sociosanitari del territorio, ai Medici di Medicina Generale e ai Pediatri di Famiglia – aveva l’obiettivo di approfondire, attraverso la partecipazione di esperti, la tematica dei DNA e del loro trattamento e di illustrare il Piano Locale con le azioni di informazione, formazione e sensibilizzazione, programmate da ATS e dalle ASST in raccordo con le Associazioni del territorio.

Al convegno – aperto con un video messaggio dell’Assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e dal Direttore Generale di ATS Salvatore Mannino – sono state illustrate da Vanna Poli, funzionario Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia, le azioni del Piano Biennale Regionale sui DNA e la loro declinazione sul territorio. Nello specifico, Laura Rubagotti, Dirigente SSD Promozione della Salute e Prevenzione Fattori di Rischio Comportamentali di ATS, ha descritto le attività di sensibilizzazione e informazione rivolte ai setting scuola, luoghi di lavoro e comunità. Fondamentale è stata l’analisi del contesto epidemiologico presentata dal Dott. Marco Villa Direttore SC Osservatorio Epidemiologico e SC Sistemi Informativi e Controllo Direzionale ATS Val Padana che ha permesso di comprendere la dimensione del problema.

In particolare, è stato evidenziato come in Italia i nuovi casi di DNA siano più che raddoppiati negli ultimi tre anni e decuplicati in 20 anni (dai 300 mila del 2000 ai tre milioni di oggi); inoltre, la fascia di esordio della malattia è anticipata rispetto al passato, coinvolgendo i ragazzi tra i 15 e i 19 anni con casi anche di età inferiore ai 10 anni.

Nel 2022 nel territorio di ATS erano presenti 467 casi, 249 dei quali a Mantova (53%) e 218 a Cremona (47%); per 175 pazienti si trattava di nuovi casi, con prima diagnosi in corso d’anno.

Si tratta di una patologia che colpisce prevalentemente le donne e i giovani, dal momento che l’83% dei nuovi casi è di sesso femminile e la fascia d’età 15-19 anni rappresenta il 30% di tutti i pazienti – ha esposto Marco Villa, Direttore SC Osservatorio Epidemiologico -. Dalla nostra analisi emerge inoltre che quattro casi su dieci non hanno avuto contatti con le strutture del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) anche se, di questi, il 39% assume farmaci. Per un caso su quattro la prima diagnosi è avvenuta in Pronto Soccorso, quasi la metà dei nuovi casi ha altri accessi al PS nell’anno successivo alla diagnosi. Quasi due terzi dei casi trattati nel 2021, nel 2022 non ha avuto contatti con strutture SSN e, di questi, il 32% continua ad assumere farmaci. Si può, pertanto, ipotizzare che la domanda di assistenza da noi rilevata rappresenti solo una parte del bisogno presente nella nostra ATS”.

Numeri utili per orientare le azioni di ATS e della rete sociosanitaria locale e che confermano la necessità di migliorare ed implementare le azioni sul territorio, per intercettare precocemente il bisogno e assicurare alle persone con DNA e alle loro famiglie, un intervento completo e multidisciplinare – ha evidenziato Carolina Maffezzoni, Direttore Sociosanitario di ATS e Direttore Scientifico del convegno – A tal fine, oltre all’analisi epidemiologica, l’ATS ha effettuato anche una ricognizione specifica sull’offerta di servizi dedicati e su tutte le realtà associazionistiche attive sul territorio. Alla luce di quanto emerso – e in linea con le indicazioni regionali e il Piano biennale Locale dei DNA – l’ATS della Val Padana ha definito, in stretta collaborazione con le ASST, gli interventi da realizzare per potenziare l’offerta ambulatoriale, residenziale e semiresidenziale nelle province di Cremona e Mantova e migliorare le attività di informazione e sensibilizzazione da rivolgere alla popolazione generale e in particolare al mondo scolastico”.

Il convegno è proseguito con la condivisione delle varie esperienze sul campo: il pediatra Livio Pedroni ha illustrato quali possano essere i campanelli d’allarme da approfondire in età evolutiva e quale debba essere il ruolo del pediatra nella rete territoriale; Franco Scita, psichiatra Responsabile dell’Unità Operativa DNA Ospedale Maria Luigia di Monticelli Terme (PR), si è invece soffermato sulla correlazione tra l’Anoressia Nervosa e l’autolesionismo in epoca post pandemica. Gli interventi di cura – come la psicoterapia che può essere associata alle terapie farmacologiche – sono stati al centro dell’intervento di Maria Angela Abrami, Responsabile della U.O. di Psicologia degli Spedali Civili di Brescia e di Carla Sabatti, psicologa CDCA ASST Spedali Civili Brescia.

Le prospettive della ricerca scientifica sul tema DNA appaiono interessanti e promettenti, come ha sottolineato Alice Caldiroli, psichiatra presso la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, che ha presentato in anteprima una ricerca e descritto strategie di trattamento innovative sui DNA.

La rete territoriale esistente è stata descritta dai referenti delle tre ASST territoriali. In particolare, Virginio Salvi, Direttore Dipartimento di salute mentale dell’ASST di Crema, ha spiegato la costituzione ed il potenziamento dell’equipe multiprofessionale dedicata al DNA; Paola Mosa, Direttore Socio Sanitario di ASST Cremona e Francesca Giannetti, Psichiatra Referente per i DNA, hanno sottolineato gli obiettivi fondamentali degli interventi del Piano sui DNA realizzati in rete con il territorio per garantire l’intercettazione precoce, la presa in carico e l’integrazione tra Ospedale e servizi territoriali; Maria Teresa Giarelli, Responsabile UONPIA, ha parlato degli interventi di Day Hospital, in collaborazione con la Pediatria ospedaliera guidata dal Direttore Claudio Cavalli; Paola Accorsi, Direttore S.C. Pediatria dell’ASST di Mantova, ha illustrato gli interventi sui DNA nel Presidio Ospedaliero di Borgo Mantovano – centro Hub di I livello per il territorio di ATS – e l’attività specialistica in connessione con il Dipartimento Salute Mentale Adulti per la continuità della cura anche nell’età di transizione, così come specificato da Debora Bussolotti, Direttore S.C. Psichiatria Mantova 1.

Infine, come attori della rete territoriale, le associazioni coinvolte nel Piano di ATS hanno presentato le loro attività: Elisabetta Bondioni, presidente Soroptimist Club Cremona, ha parlato del progetto E-motion, finalizzato alla sensibilizzazione del setting scuole, in raccordo con ATS e con la collaborazione delle specialiste Michela Bulgari ed Emanuela Spotti; infine, Maria Bice Beltrami, presidente dell’Associazione A.M.A. Lady Tramp – realtà da anni attiva sul territorio cremonese – si è soffermata sulla valenza dei gruppi di auto-mutuo-aiuto rivolti ai genitori di figli con DNA cui ha dato voce attraverso alcuni stralci di loro testimonianze.

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