Dieta per diverticoli: cosa mangiare e alimenti da evitare

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Con parte dei sintomi simili a quelli della sindrome del colon irritabile, la diverticolite è una patologia infiammatoria a carico dell’apparato gastrointestinale che colpisce la parte crassa dell’intestino e, in particolare, il colon discendente (40%) e il sigma (50%).

Questa  malatttia è caratterizzata dalla presenza di diverticoli intestinali: alterazioni anatomiche del colon, simili a delle tasche il cui orifizio è rivolto verso il lume intestinale.  

I diverticoli possono essere di due tipi: “veri” o pseudo-diverticoli (falsi-diverticoli). I diverticoli veri, sono quelli che coinvolgono tutta la parete del colon (mucosa, sotto-mucosa e muscolare), mentre i pseudo-diverticoli attraversano solo la parte più superficiale (mucosa e sottomucosa).

Quando questi diverticoli rimangono sani e asintomatici, si parla semplicemente di diverticolosi, mentre se si infettano o infiammano, sorge la diverticolite che causa dei disturbi acuti. 

Per contrastare i fastidi ed evitare che la diverticolosi si trasformi in diverticolite, è fondamentale seguire una dieta per diverticoli.

Scopriamo allora l’importanza dell’alimentazione per le persone che soffrono di diverticoli,  cosa mangiare e quali sono gli alimenti proibiti per evitare il peggioramento dei disturbi di tale condizione. 

La dieta può ridurre i sintomi?

La patogenesi della malattia diverticolare sembra essere correlata ad un indebolimento della parete intestinale, un processo fisiologico dipendente dall’età. Ciò potrebbe spiegare la maggiore incidenza nella popolazione anziana.

Nella maggior parte dei casi, il riscontro della presenza di diverticoli nel colon avviene in modo del tutto occasionale attraverso esami diagnostici come l’ecografia addominale o esami endoscopici eseguiti per altri motivi.

Nell’80% dei casi infatti, i diverticoli rimangono asintomatici. La diverticolosi sembra interessare più del  50% delle persone oltre i 60 anni.

Oltre all’età e alla predisposizione genetica, un altro fattore di rischio rilevante nella malattia diverticolare è un’alimentazione povera di fibre e ricca di carboidrati raffinati e grassi saturi, tipica dei paesi occidentali. 

Infatti, la mancanza di fibre nella dieta e una scarsa idratazione possono favorire la stipsi, la presenza di feci dure e granulose, e può aumentare la pressione all’interno del colon. 

Questo aumento di tensione sulle pareti intestinali, soprattutto nei tratti più stretti del colon, può causare un’infiammazione dei diverticoli e il cedimento della parete nei punti più deboli.

Chi soffre di malattia diverticolare non complicata sperimenta sintomi abbastanza generici e simili a quelli del colon irritabile. Tra questi, i più comuni includono dolore, soprattutto nella parte sinistra dell’addome, gonfiore addominale e alterazioni dell’evacuazione, come stipsi prevalente.

Nei casi in cui, invece, si verifica l’infiammazione, la perforazione o il sanguinamento dei diverticoli, si può incorrere anche in una possibile peritonite. In questi casi, il trattamento della diverticolite richiede l’uso di antibiotici, il digiuno e talvolta un intervento chirurgico.

Fortunatamente, per ridurre il rischio di tali complicanze è possibile adottare una dieta preventiva. Sapere cosa mangiare con i diverticoli è un aspetto di fondamentale importanza per gestire al meglio questa patologia.

Le 4 regole di una buona dieta per diverticoli

La dieta per i diverticoli, quando non sono infiammati, ha come obiettivo principale quello di mantenere l’intestino sano e assicurargli una corretta funzionalità. E’ quindi importante seguire una dieta che si basi su quattro comportamenti fondamentali.

Aumentare l’assunzione di fibre

Per il corretto funzionamento del nostro intestino, dovremmo assumere circa 25-30 grammi di fibre al giorno. Si consiglia soprattutto l’aumento delle fibre solubili, ovvero quelle fibre che vengono degradate dalla flora intestinale come pectine, gomme, mucillagini, glucomannano (presenti in tuberi, legumi, avena, semi, verdure, cereali integrali, frutta). 

Le fibre solubili si sciolgono facilmente in acqua creando un materiale soffice e gelatinoso nell’intestino.

Per i soggetti che soffrono di malattia diverticolare, incrementare l’assunzione di fibre attraverso gli alimenti potrebbe non essere una scelta fattibile, soprattutto se si trovano già in uno stato di infiammazione. 

In questi casi, si potrebbe optare per l’utilizzo di prebiotici, ovvero di integratori a base di fibre come psillio, glucomannano o inulina, anche in combinazione con probiotici. Sono facilmente reperibili presso farmacie o erboristerie.

Mantenere un’adeguata idratazione

La regola aurea di bere almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno è ancora più importante per le persone che soffrono di diverticoli. L’acqua, infatti, è capace di favorire naturalmente la funzionalità intestinale.

Ridurre o eliminare i grassi

Una dieta per diverticoli che si rispetti deve prevedere un impiego minimo, se non nullo, di grassi, soprattutto quelli di origine animale e quelli derivanti da cibi confezionati.

Cucinare in modo leggero

Anche le modalità di cottura scelte possono influire sui sintomi della malattia diverticolare. Infatti, è bene evitare o comunque limitare le fritture e l’aggiunta  di grassi saturi,  come ad esempio il burro.

Si consiglia di preferire la cottura al vapore, sotto vuoto, cotture rapide che prevedono l’uso  di pentole a pressione o di padelle antiaderenti.

Cosa mangiare? Alimenti concessi e vietati

Esistono numerosi alimenti che possono essere inclusi nella dieta per favorire la salute intestinale e prevenire l’infiammazione. 

Nella fase della diverticolosi, ovvero presenza di diverticoli senza infiammazione, il paziente può adottare un’alimentazione varia.

Ecco un elenco esemplificativo degli alimenti consigliati:

  • Frutta: ricca di fibre solubili, si consiglia di aumentare il consumo giornaliero, fino ad un massimo di 3 frutti. Si possono mangiare tutti i frutti cercando di limitare quelli contenenti semini come fragole, kiwi, lamponi, frutti di bosco e ribes. Possono essere consumati anche con la buccia;

  • Verdure: via libera a spinaci, broccoli, carote, zucchine, cavoli e peperoni, da cuocere al vapore o al forno, per preservare al massimo il contenuto di nutrienti Limitare ortaggi contenenti semini (es. pomodori ) e tutte le verdure con fibre molto dure e filamentose (es. Bietole, finocchi, carciofi, ecc.);

  • Legumi: lenticchie, fagioli, ceci e piselli sono poi eccellenti fonti di fibre e proteine vegetali. Possono essere inclusi nella dieta attraverso passati, o centrifugati. L’ideale sarebbe l’uso di legumi decorticati;

  • Cereali integrali: cereali come il riso integrale, la quinoa, l’avena e il grano saraceno sono ideali per chi soffre di diverticoli e si prestano alla preparazione di piatti come insalate o zuppe;

  • Semi e noci: semi di lino, semi di chia, semi di girasole e noci sono ricchi di fibre e acidi grassi salutari. Possono essere aggiunti a yogurt, insalate o spuntini;

  • Yogurt e latticini a basso contenuto di grassi: lo yogurt probiotico e i latticini a basso contenuto di grassi forniscono proteine e calcio, importanti per la salute intestinale;

  • Carne e pesce magro: pollo, tacchino e pesce a basso contenuto di grassi sono ottime fonti di proteine. È bene quindi scegliere tagli magri e preferire metodi di cottura più salutari, evitando la frittura;

  • Bevande: come abbiamo detto, bere abbondante acqua è fondamentale per mantenere un’adeguata idratazione e favorire il transito intestinale. Tuttavia, è anche possibile consumare tisane senza zucchero, brodi vegetali o succhi di frutta diluiti.

Gli alimenti da evitare

Quando si soffre di diverticolite, soprattutto nella fase infiammatoria acuta, ci sono alcuni cibi che è consigliabile evitare per prevenire le complicanze. 

Dopo una fase iniziale di dieta liquida, o semi-liquida a basso tenero di fibra, successivamente verranno reinseriti tutti gli alimenti. Ecco quindi alcuni esempi:

  • Alimenti ad alto contenuto di grassi saturi: carni grasse, salumi, formaggi grassi, burro e panna sono ricchi di grassi saturi che possono rallentare la digestione e aumentare il rischio di infiammazione dei diverticoli;

  • Spezie e cibi piccanti: alcune persone con diverticoli possono reagire negativamente agli alimenti piccanti o speziati. Questi alimenti possono irritare l’intestino e scatenare sintomi come dolore addominale o diarrea;

  • Cereali integrali, legumi;

  • Alimenti ad alta acidità: anche agrumi (limoni, arance), pomodori e alimenti contenenti aceto possono causare irritazione del tratto gastrointestinale e aumentare il rischio di sintomi dei diverticoli. Sebbene non siano alimenti proibiti in caso di diverticoli, sono da evitare se si notano reazioni negative;

  • Bevande alcoliche: l’alcol può irritare il tratto gastrointestinale e causare infiammazione. Può anche influire sulla regolarità intestinale e aumentare il rischio di complicanze dei diverticoli;

  • Verdure filamentose e con fibre molto dure

È importante sottolineare che le reazioni agli alimenti possono variare da persona a persona. Quindi potrebbe essere utile tenere un diario alimentare per identificare gli alimenti che scatenano sintomi o disagi personali.

Inoltre, consultare uno specialista della nutrizione può essere utile per ottenere una valutazione personalizzata e consigli specifici sulla dieta da seguire.

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