Del Zompo: “Fondamentale che l’Italia recepisca la legislazione Europea sulla sperimentazione animale

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di E.C.

04 DIC – Una vita per la ricerca e l’insegnamento. L’auspicio ora della professoressa emerita di farmacologia del Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo, come parla al nostro giornale, sta nell’importanza di “una modifica della legge italiana che dia la possibilità ai ricercatori anche nel nostro Paese di sviluppare innovativi studi su patologie diffuse, come nel campo dei tumori e delle droghe d’abuso, possibili attualmente soltanto con la sperimentazione animale”. Una modifica “in armonia alla legge Europea”, e per i quali “i ricercatori, se vogliono fare ricerca avanzata, sono costretti ad andare all’estero”.

“Considerata la lunga esperienza che ho vissuto attivamente in prima persona nel campo della ricerca ed in particolare in quella farmacologica – spiega la Prof.ssa Maria Del Zompo -, tra gli innumerevoli aspetti che del settore tengo a sollevare affinché la ricerca possa trovare un maggiore sviluppo scientifico come già avviene negli altri Paesi in Europa, vi è quello fondamentale che riguarda la possibilità di ricerca tramite la sperimentazione animale, ed in contemporanea, dall’altra, il continuare a ricercare tutte le possibilità alternative a questo tipo sperimentazione”.

“Sulla sperimentazione animale – sottolinea la docente – soprattutto pensando alla ricerca legata per cercare terapie efficaci contro i tumori ed a quella legata agli effetti delle droghe d’abuso, abbiamo necessità, anche in Italia, di una maggiore apertura in armonia alla regolamentazione europea sulla materia. Questo tipo di ricerca è infatti oggi da noi regolamentata con discipline legislative estremamente restrittive tese alla chiusura in tal senso, e quindi ad una burocrazia che ostacola certe tipologie di sperimentazioni. Incombenze burocratiche ed economiche che rendono molto complicato e difficile fare ricerca su certi argomenti. La legge europea mirata alla sperimentazione animale, lo evidenzio, è comunque una legge che salvaguardia il benessere dell’animale. Non è superficiale, è fatta bene e prevede i controlli necessari. Ed è stata accettata da tutti gli altri Paesi Europei, tranne l’Italia. Ricordiamoci che le leggi europee sono anche votate dai nostri rappresentanti italiani”. 

“Sarebbe importante – prosegue Del Zompo – finanziare maggiormente anche questo settore ugualmente indispensabile della ricerca scientifica, insieme al sostegno finanziario per nuovi metodi di ricerca alternativa all’animale. Purtroppo, però quando è necessaria la sperimentazione su un organismo che metabolizzi od altro… situazioni un po’ particolari insomma, l’animale è per forza necessario. Ma la legge attuale italiana è restrittiva, e per questo l’Italia paga anche una penalità a livello europeo, in quanto la nostra legislazione si è discostata in quest’area dalle disposizioni previste nel resto dell’Europa. Un’osservazione, la mia, che va di pari passo alle osservazioni sollevate in questo particolare campo della ricerca da tutto il mondo scientifico nazionale e internazionale. In Italia attualmente, infatti, sono severamente vietate per legge determinate sperimentazioni sugli animali, nonostante la reale necessità su alcuni studi. Parliamo di sperimentazioni che invece nel resto d’Europa, negli Stati Uniti d’America, in Canada ecc., sono autorizzate, vengono normalmente fatte”.   

“Stiamo parlando soprattutto di una sperimentazione che fa ricerca cercando di trovare poi delle terapie, dei farmaci. Perciò si deve poter avere anche una sicurezza sulla tossicità, e che le cellule od i sistemi informatici, o le simulazioni o l’intelligenza artificiale non ti danno. Faccio sempre, in proposito, l’esempio dell’MPTP, un ‘contaminante’ che è stato scoperto quando dei ragazzi, negli Stati Uniti, hanno provato a sintetizzare la meperidina, che è una droga da strada. Nel far ciò, questi ragazzi non si sono accorti che si formava questo ‘contaminante’, un composto secondario. Così, quando i ragazzi hanno assunto questo ‘preparato’, l’MPTP ha provocato in loro la malattia di Parkinson. Cosa è avvenuto. Analizzando l’MPTP da solo, questo composto non è risultato tossico. Perché ciò, perché analizzato da solo non attraversa una barriera ematoencefalica (BEE), che è posta a ‘protezione’ del cervello e del sistema nervoso. Presente quindi soltanto in un organismo animale o umano”.

“Cosa succede quindi quando l’uomo o un animale assumono questo ‘contaminante’. Accade che nel corpo umano l’MPTP venga metabolizzato a MPP+ che è in grado di passare la barriera emato-encefalica, si accumula nelle cellule dopaminerche provocandone la morte. Ossia provoca la degenerazione delle cellule nervose del cervello che producono la dopamina e partecipano a importanti processi biologici come il movimento, la motivazione e la cognizione. Ecco perché la loro degenerazione porta alla malattia cosiddetta di Parkinson”. 

“Per cui quando si andava a testare l’MPTP che si trova nelle bustine della droga, e si andava a studiarla da sola sulle cellule o altro materiale, non risultava tossico. Ecco allora perché parlo dell’importanza della sperimentazione animale, senza togliere nulla dell’altra ricerca, nel continuare a ricercare tutte le possibili alternative alla sperimentazione animale. Sono però due cose che devono poter andare di pari passo. Perchè bloccare adesso la sperimentazione animale, come avviene in Italia, per molte tipologie di ricerca, vuol dire che noi come conoscenza non andiamo avanti, gli altri delle altre nazioni invece mostrano gli sviluppi, ed è ovvio che diversi ricercatori se vogliono fare ricerca su determinate patologie sono costretti ad andare all’estero. Così come già avviene”. 

Elisabetta Caredda

04 dicembre 2023
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