Covid, cresce la variante JN.1. Ecco perché alimenta la catena dei contagi. Cosa sappiamo

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Roma, 20 dicembre 2023 – La variante Covid JN.1 finisce sotto la lente dei virologi. Perché, sebbene sia “benevola”, è anche “immunoevasiva”. Quindi, spiega il professore dell’Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, “dà casi lievi che però, proprio per questo, alimentano la catena dei contagi”. A numeri siamo vicini alla vetta, attesa tra Natale e Capodanno, quando si stima che Covid, influenza e altri virus terranno a casa malati “circa un milione di italiani”

Covid, cresce la variante JN.1 (Ansa)

Covid, cresce la variante JN.1 (Ansa)

In particolare “il Covid è sottostimato. Anche perché oggi – spiega Pregliasco – una gran quota di casi sono asintomatici o accompagnati da sintomi ‘banali’, producendo pazienti inconsapevoli di essere ‘untori’ o che trascurano la possibilità di alimentare la catena del contagio”. E arriva proprio da qui la preoccupazione per JN.1, sottolignaggio di Sars-CoV-2 che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato di recente Variante di interesse (Voi), separata da ‘mamma’ Pirola BA.2.86.

“L’Oms pensa che JN.1, ‘figlia’ di Pirola (BA.2.86), abbia una diffusione più veloce, ma invece è come le altre varianti”, spiega Massimo Ciccozzi, responsabile Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma, che ha firmato uno studio italiano su JN.1 insieme a Fabio Scarpa dell’Università di Sassari. “E non è più contagiosa, ma ha una mutazione (L445S) localizzata nella regione della mutazione di Pirola –precisa – a rischio di escape immunologico. Quindi va monitorata e seguita per bene, però non è più aggressiva delle precedenti varianti Omicron”.

La decisione dell’Oms di ‘eleggere’ JN.1 a Voi indipendente “è comunque rilevante – sottolinea l’esperto –, perché rilancia l’importanza di capire che come cittadini possiamo e dobbiamo goderci questa nuova normalità ritrovata, avendo però la percezione della necessità di attenzione verso i fragili. Per vivere serenamente questa nuova normalità dobbiamo proteggerli”, ribadisce Pregliasco. “Vaccinandoli, sottoponendoli a tampone in caso di sintomi così da poter usare l’antivirale che oggi purtroppo usano in pochi, utilizzare le attenzioni di buon senso che conosciamo. Ma soprattutto, a livello istituzionale”, la scelta dell’Oms su JN.1 conferma che “occorre tenere attiva la macchina epidemiologica e di indagine virologica, che deve rimanere ad alti livelli”.

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