Cosa succederà nel 2024, la profezia di Bill Gates

admin
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Tante le profezie e le previsioni per il 2024. Tra queste non potevano mancare le parole di Bill Gates. Sul suo blog, Gates ha descritto un anno di importanti cambiamenti, scelte e innovazioni.

Si è concentrato su temi quali l’innovazione, la discussione sul cambiamento climatico, le elezioni politiche dell’anno in tutto il mondo e gli equilibri che cambieranno, ma anche salute, malnutrizione e intelligenza artificiale.

Un anno di cambiamenti

Oltre Nostradamus e Baba Vanga, in futuro ricorderemo Bill Gates come un “profeta” che usa parole chiare e che analizzano la realtà. È accaduto in passato con la venuta di un virus respiratorio, succederà ancora in futuro, forse già nel 2024, che le previsioni di Bill Gates diventeranno realtà.

Nel suo blog, Gates Notes, Bill Gates ha preparato il terreno per le previsioni 2024 iniziando da un resoconto del 2023. Un anno fatto di intelligenza artificiale, di innovazione in tutti i campi, come quello medico e climatico.

L’uso dell’intelligenza artificiale nel 2024

L’intelligenza artificiale è stata il tassello fondamentale del 2023 in campo tecnologico. Imparare a utilizzarla in maniera strategica sarà l’obiettivo dell’anno che verrà. Bill Gates scrive che:

Quest’anno ci ha fatto intravedere come l’AI plasmerà il futuro […] Ed è ancora più evidente che può essere utilizzata per migliorare l’accesso all’istruzione, la salute mentale e altro ancora.

Dopotutto, come dice anche l’imprenditore, questa è solo una fase di transizione, dall’esordio allo sviluppo di strumenti quotidiani, un periodo quindi entusiasmante, ma anche confuso e fatto di preoccupazioni per i posti di lavoro e la falsificazione delle immagini e molto altro.

Svolta nel campo della malnutrizione: studi sul microbioma

Spesso mi viene chiesto cosa sceglierei se potessi risolvere un solo problema. La mia risposta è sempre la malnutrizione”, scrive il fondatore di Microsoft a inizio previsione.

Gates si concentra sul microbioma intestinale, consapevole dopo le recenti (ultimi 10 anni) scoperte nel campo di come questi facciano la differenza tra la capacità di assorbire nutrienti o meno. La fondazione che gestisce sta quindi per arrivare, scrive, alla soluzione di questo problema. “Ma cosa accadrebbe se potessimo somministrare ai bambini a rischio B. infantis come integratore probiotico? Potremmo intervenire abbastanza presto per metterli sulla strada giusta?”, si è domandato nella fase sperimentale.

Gli studi sono alla terza fase e hanno coinvolto migliaia di bambini. I risultati sono sorprendenti.

Dibattito sul clima: possibili soluzioni

Gates si dice interessato a come il dibattito sul clima sia aumentato nel corso degli anni, man mano che sempre più persone vedono e sperimentano eventi meteorologici estremi in tutto il mondo.

Spero che questa intensità ci spinga a investire di più in innovazioni che aiuteranno coloro che sono più colpiti dal cambiamento climatico.

L’imprenditore ha rivolto parole soddisfatte sulla Cop28, perché a differenze delle precedenti – concentrate sul potenziamento dell’energia eolica e solare – quest’anno la prospettiva di innovazione includeva emissioni, agricoltura e settore manifatturiero.

Positivo anche il discorso sull’energia nucleare, sempre più accettata come fonte priva di carbonio in sostituzione alla produzione inquinante.

Elezioni 2024 e le conseguenze per il mondo

Nel 2024 i cittadini di quasi 60 paesi si recheranno alle urne, ovvero 4 miliardi di persone, più della metà della popolazione mondiale. Il 2024 sarà quindi l’anno dei cambiamenti o delle conferme negli Stati Uniti, in India e in Sud Africa, luoghi nei quali si terranno importanti elezioni nazionali.

Credo che le elezioni del 2024 rappresenteranno un punto di svolta sia per la salute che per il clima. Le decisioni prese dai leader eletti determineranno quanti progressi continueremo a fare in ciascuna area.

Inoltre, sempre restando sul tema salute, Gates preme sulla prossima pandemia. Secondo il ricco imprenditore non siamo pronti per affrontare un’altra sfida delle dimensioni (se non peggiore) del Covid-19.

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