cosa sono, cause, rimedi – DiLei

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Il dolore costituisce un elemento di allarme con cui l’organismo ci segnala un possibile malfunzionamento. Quando questo interessa il torace, può suscitare molta preoccupazione. I dolori intercostali, infatti, possono essere lievi, moderati o intensi e durare per alcuni minuti come per diverso tempo.

Spesso sono da ricondurre a cambi di temperatura o a strappi muscolari, ma non mancano i casi in cui la causa è la presenza di una condizione importante.

Ad ogni modo, se il dolore è intenso e persistente, è necessario rivolgersi ai servizi sanitari di emergenza.

Le coste costituiscono parte della struttura ossea che compone la gabbia toracica. Se ne contano 12 paia e sono disposte nella regione anteriore e laterale del corpo. Oltre alle coste, la gabbia toracica è costituita da:

  • sterno (un osso);
  • vertebre toraciche (12);
  • cartilagini;
  • muscoli.

La funzione di questa struttura, che ricorda proprio quella di una “gabbia”, è di proteggere, da eventuali traumi, alcuni degli organi più importanti del nostro organismo, ovvero il cuore e i polmoni.

Che cosa sono i dolori intercostali

I dolori intercostali sono caratterizzati da una sensazione dolorosa che viene percepita a livello della gabbia toracica e che possono essere causati da diversi fattori. Il dolore può essere avvertito anche nella zona superiore dell’addome.

Quali sono i sintomi dei dolori intercostali

 

Il dolore è il sintomo principale e può manifestarsi in modo differente, dunque essere acuto, bruciante o lancinante, arrivando ad irradiarsi nelle aree limitrofe. Inoltre può manifestarsi in modo intermittente o costante e durare per un periodo prolungato; può poi proseguire per diverso tempo, anche dopo che la causa scatenante si è attenuata.

Altri sintomi associati sono:

  • intorpidimento;
  • formicolio.

I sintomi sono per lo più di natura sensoriale, ma nei casi più gravi può essere compromessa la funzione muscolare. In aggiunta, ci sono movimenti e azioni che potrebbero peggiorare la sintomatologia, come ad esempio:

  • tossire;
  • starnutire;
  • saltare;
  • rotare il busto;
  • inspirare ed espirare.

Quali sono le cause dei dolori intercostali

Il termine “dolore intercostale” è molto generico e, in quanto tale, può essere correlato a diverse condizioni mediche. Le cause legate allo sviluppo di questa sensazione dolorosa comprendono:

  • traumi che hanno incrinato o fratturato le coste. In entrambi i casi è indispensabile eseguire ulteriori approfondimenti per escludere la possibilità di danni a carico degli organi interni;
  • strappi e stiramenti delle fasce muscolari. Colpi di tosse molto forti o un’attività fisica intensa, possono andare a sollecitare la muscolatura, se non opportunamente riscaldata, causando strappi e stiramenti;
  • crampi muscolari, che in genere si autorisolvono in poco tempo;
  • nevralgia intercostale, ovvero una sensazione dolorosa causata dall’alterata stimolazione dei nervi sensitivi;
  • danni ai nervi o alle strutture che li circondano, con conseguente infiammazione e/o intrappolamento dei nervi. Può accadere a seguito di interventi che prevedono, ad esempio, il posizionamento di un tubo toracico, una mastectomia, altre operazioni al seno, un evento traumatico;
  • infezioni, come quella provocata dall’herpes zoster, il virus della varicella, che dopo essere rimasto latente nel corpo per diverso tempo, si riattiva (Fuoco di Sant’Antonio). I dolori intercostali possono manifestarsi prima dei sintomi dell’infezione (febbre alta, eruzioni cutanee) e questo può portare a non riconoscere subito la presenza dell’infezione;
  • sindrome dolorosa post-toracotomia. La toracotomia è un’incisione chirurgica che viene praticata tra le coste per accedere a organi, quali cuore e polmoni. Il taglio però potrebbe provocare un trauma al nervo intercostale, generando di conseguenza, dolore;
  • gravidanza;
  • problemi alla colonna vertebrale, come la scoliosi e la spondiloartrosi. La postura scorretta innescata da queste condizioni può portare alla compressione delle fasce muscolari e nervose con conseguente dolore;
  • compressione dei nervi;
  • Articolazioni e cartilagini possono infiammarsi producendo dolore. La costocondrite ad esempio, è l’infiammazione delle cartilagini che uniscono lo sterno alle coste;
  • sindrome di Tietze. Non è molto comune ed è caratterizzata da infiammazione e gonfiore alle cartilagini che collegano le coste allo sterno;
  • condizioni ambientali, come il freddo, naturale o proveniente da un condizionatore;
  • tumori, ad esempio quello ai polmoni;
  • malattie cardiache e condizioni come la pericardite;
  • condizioni polmonari, come la polmonite;
  • malattie a carico del fegato, come la cirrosi epatica o infezioni (epatiti);
  • patologie del tratto gastrointestinale, ad esempio la gastrite e la malattia da reflusso gastroesofageo.

Diagnosi dei dolori intercostali

La valutazione diagnostica passa da una metodica che vede da una parte le cause muscoloscheletriche/neuropatiche e viscerali, dall’altra le cause traumatiche.

La diagnosi si basa sull’esame obiettivo e sull’anamnesi. È infatti fondamentale l’ascolto attento della storia del paziente da parte del medico per individuare le possibili cause, che come abbiamo visto, sono numerose. Dovranno infatti essere valutate:

  • eventuali cicatrici presenti nell’area dopo aver eseguito un’operazione;
  • quali sono i sintomi accusati e da quanto tempo persiste il dolore;
  • la sede del dolore e se si diffonde anche in altre aree;
  • se il paziente si è sottoposto in precedenza a toracotomia per la rimozione di un tumore;
  • se il dolore peggiora o migliora in specifiche posizioni o eseguendo alcuni movimenti;
  • se il dolore si è presentato dopo un trauma, seppur di piccola entità.

In presenza di un trauma, si effettuano esami strumentali come radiografie, tomografie computerizzate, in grado di rilevare la presenza, ad esempio, di coste rotte o incrinate. Inoltre, vengono eseguiti esami per rivelare eventuali danni a carico degli organi interni (come i polmoni, il cuore, gli organi viscerali). In genere, in presenza di fratture, la dolorabilità è localizzata.

Il medico di riferimento, ai fini diagnostici, può ascoltare il cuore e i polmoni: alcuni suoni possono infatti suggerire una polmonite, piuttosto che altre condizioni polmonari. Per ricercare possibili danni al muscolo cardiaco, è possibile eseguire un ecocardiogramma (un’ecografia) che rileva un eventuale versamento pericardico, e un elettrocardiogramma per valutare il ritmo cardiaco e rilevare eventuali danni al cuore.

Per esaminare la possibile presenza di metastasi o di recidive di un cancro, oltre alla tomografia computerizzata, potrebbe essere utile la risonanza magnetica. L’elettromiografia invece, è utile per valutare la funzione dei nervi intercostali.

La diagnosi di una condizione piuttosto che di un’altra, associata ai dolori intercostali, procede per esclusione: l’obiettivo è di individuare la causa che li ha scatenati e trattarla. Per questo, possono essere necessari anche esami strumentali come l’ecografia addominale, per valutare il dolore nella parte superiore dell’addome.

Inoltre, il medico potrebbe suggerire di rivolgersi a uno specialista, nel caso in cui siano presenti segni che facciano pensare ad una problematica specifica.

Quali sono le complicazioni dei dolori intercostali

A seconda della causa che ha provocato questa condizione dolorosa, ci possono essere complicazioni più o meno gravi come:

  • problemi nella meccanica del processo respiratorio. Si tratta di un fattore che può avere un peso non indifferente negli anziani, specie in coloro che presentano comorbilità multiple e che hanno un sistema immunitario debole;
  • depressione, per la presenza di dolore cronico. Quest’ultimo può impattare sulla salute psicologica del soggetto;
  • effetti collaterali per l’assunzione di farmaci;
  • complicazioni a seguito di interventi chirurgici, tra cui infezioni, danni ai nervi e alle strutture adiacenti.

Quali sono i trattamenti dei dolori intercostali

La terapia per i dolori intercostali dipende dalla causa che ha portato al suo sviluppo. Dunque, i trattamenti proposti hanno l’obiettivo di attenuare i sintomi e trattare la causa. Nello specifico, in caso di:

  • tosse persistente, sarà utile assumere uno sciroppo con azione analgesica e sedativa;
  • interventi chirurgici al torace, sarà fondamentale seguire un piano preventivo volto a controllare il dolore;
  • infezione da herpes zoster, è possibile assumere antivirali (dietro prescrizione medica);
  • stiramenti e contratture muscolari, è di supporto l’applicazione topica di antinfiammatori naturali (ad esempio creme a base di arnica) e non. Anche il fisioterapista di fiducia può intervenire con trattamenti adeguati, finalizzati ad accelerare la ripresa muscolare;
  • tumore, si interverrà con cicli di radioterapia e chemioterapia, a seconda del piano terapeutico redatto dal team multidisciplinare;
  • coste incrinate o con frattura, sarà necessario osservare un periodo di riposo e assumere degli antidolorifici. In questi casi, i tempi di ripresa variano: le coste incrinate guariscono in quattro/sei settimane, mentre la frattura può necessitare di sei/otto settimane. Si tratta di indicazioni generali che cambiano in base alla gravità della situazione e allo sviluppo di possibili complicazioni.

Ad ogni modo, in presenza di dolori intercostali, è bene fare riferimento al proprio medico di fiducia per escludere la presenza di condizioni potenzialemente gravi e per impostare tempestivamente la corretta terapia per risolvere la causa scatenante o per gestire il dolore associato.

Come prevenire i dolori intercostali

Come spesso accade in caso di patologie e condizioni dolorose, anche i dolori intercostali non possono essere sempre prevenuti. È possibile attuare delle strategie preventive che riducono il rischio di sviluppo come:

  • prendere le precauzioni necessarie quando si va in auto, in moto, si svolgono sport di impatto ecc., per limitare al massimo la possibilità di incidenti;
  • eseguire un adeguato riscaldamento muscolare prima di intraprendere una qualsiasi attività fisica, per non andare incontro a strappi e stiramenti;
  • non fumare.

In conclusione, i dolori intercostali sono molto comuni poiché attribuibili a differenti e numerose cause. Alcune di queste non sono da considerare preoccupanti, mentre altre possono essere legate a patologie pericolose per la salute e la vita del soggetto.

Se si avvertono i sintomi descritti sopra, specie se in modo intenso e per molto tempo, è bene chiedere il parere del proprio medico di fiducia in breve tempo.

 

Fonti bibliografiche:

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