Colesterolo: con inclisiran valori dimezzati con due iniezioni l’anno

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In misura maggiore e più in fretta. La strategia per ridurre il livello di Ldl, il cosiddetto colesterolo cattivo, segue la strada della velocità.

Diminuire il valore è una necessità da affrontare per abbassare il rischio di malattie cardiovascolari e in particolare eventi acuti come infarto e ictus.

I nuovi farmaci di recente sperimentazione contribuiscono a calare il livello in maniera più efficiente e rapida. A dimostrarlo sono due studi italiani presentati in occasione dell’84esimo Congresso nazionale della Società italiana di cardiologia (Sic), a Roma dal 14 al 17 dicembre.

Colesterolo sempre più in basso (soprattutto se si è già avuto un infarto)

In Italia sono ogni anno 50 mila i pazienti ricoverati a causa di un secondo infarto. Secondo il Programma esiti dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), è proprio questa fetta di popolazione a rischiare di più poiché la mortalità a distanza di trenta giorni è del 9 per cento.

Adottare una strategia farmacologica in grado di abbassare velocemente il livello di Ldl, accompagnata dalla correzione degli stili di vita è fondamentale (soprattutto) per questi pazienti. Si sta considerando quindi il ricorso precoce, già in occasione del ricovero in ospedale dopo l’evento acuto, alla somministrazione dei farmaci anti PCSK9, una proteina che inibisce i recettori del colesterolo.

I dati preliminari dello studio multicentrico At-target-it, che verranno a breve pubblicati, mostrano un effettivo miglioramento.

Il ruolo degli anti-PCSK9 nella prevenzione secondaria

Lo studio è il primo e il più ampio, di tipo real life, mai realizzato finora in 771 pazienti ricoverati per sindrome coronarica acuta in 28 centri italiani, seguiti per circa un anno, a cui sono stati somministrati subito dopo l’infarto i nuovi farmaci anti PCSK9.

“Abbiamo osservato che il farmaco riduce del 50 per cento il colesterolo Ldl. Il paziente a rischio alto non può pensare di risolvere il problema solo con questi farmaci bensì con una combinazione farmacologica”, spiega Pasquale Perrone Filardi, direttore della Scuola di specializzazione in malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Università Federico II di Napoli e presidente della Società italiana di cardiologia.

“I pazienti arruolati, al momento della prima prescrizione, avevano valori di colesterolo Ldl in media di 137 mg/dl, raggiungendo dopo poco più di un mese 45 mg/dl, valore che si conservava stabile fino all’ultimo controllo. Nei pazienti che assumevano PCSK9 secondo questa modalità fast track si evidenziava una sostanziale riduzione ad un anno dei maggiori eventi cardiovascolari proporzionale al grado di abbassamento del colesterolo Ldl”.

Con Inclisiran colesterolo sotto controllo con due iniezioni all’anno

L’altro farmaco che si annuncia innovativo è Inclisiran, che sfrutta la tecnologia a mRna. Uno studio multicentrico italiano, denominato Cholinet, ha osservato l’efficacia e la sicurezza del medicinale, in Italia disponibile già da un anno, che blocca l’mRna che solitamente porta le informazioni alla proteina PCSK9 e spegne così la sua attività sui recettori del colesterolo.

Lo studio ha coinvolto 311 pazienti, seguiti negli ambulatori di trenta centri italiani per un anno, ai quali è stato somministrato il farmaco in aggiunta alla terapia orale standard.

“I pazienti arruolati, al momento della prima somministrazione, avevano valori di colesterolo Ldl in media di 112 mg/dl, raggiungendo 50 mg/dl al primo controllo a tre mesi – commenta Perrone Filardi -. I pazienti hanno presentato dunque, una riduzione media dei livelli del colesterolo del 55 per cento che si è mantenuta stabile fino all’ultima osservazione a dieci mesi, con una aderenza record del cento per cento spiegabile sostanzialmente con la scarsa quantità di effetti collaterali rispetto alle statine e una modalità di somministrazione meno impegnativa, con due iniezioni sottocutanee l’anno anziché una pillola al giorno”.

Riduzione veloce

Su questi nuovi farmaci, “i dati che abbiamo oggi sono abbondanti e danno già un’idea chiara per trattare i pazienti”, aggiunge Francesco Barillà, direttore della cardiologia dell’Università di Roma Tor Vergata e presidente della Fondazione “Il Cuore Siamo Noi”.

“Le linee guida ci dicono che il valore Ldl dovrebbe essere non superiore ai 50mg/dl, ma nel caso dei pazienti con eventi pregressi credo che dovremmo essere più restrittivi. È importante che il colesterolo scenda ancora e nel minor tempo possibile”.

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