Cibi iperproteici: quali sono e cosa sapere – iO Donna

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Cibi iperproteici e dieta iperproteica: in questi ultimi anni si è parlato molto di questo regime alimentare, intorno al quale gravitano spesso pareri discordi. Mentre gli studi sperimentali non hanno ancora fornito risposte definitive, falsi miti o credenze erronee rischiano spesso di condurre a scelte alimentari non propriamente salutari.

Accanto ai cibi che sono naturalmente più ricchi di proteine, oggi si aggiungono infatti anche alimenti  realizzati o rielaborati in modo specifico con l’obiettivo di aumentarne il valore proteico. Yogurt, barrette, snack spezza-fame e persino pasta: sugli scaffali dei supermercati sono moltissimi i cosiddetti prodotti iperproteici. Ma che benefici offrono di preciso? E quando può essere indicato il loro consumo?

Per fare chiarezza sul tema, abbiamo rivolto alcune domande alla dottoressa Emanuela Russo, dietista dell’INCO (Istituto Nazionale per la Cura dell’Obesità) all’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio.

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Proteine: perché sono importanti

«Le proteine sono essenziali per il funzionamento del nostro corpo. La loro principale funzione è quella di costruire e riparare i tessuti, inclusi i muscoli e la pelle – spiega la dottoressa Russo. –  Svolgono inoltre un ruolo fondamentale nella produzione di enzimi, ormoni e altre molecole vitali per la salute. Senza un adeguato apporto di proteine, il nostro corpo non sarebbe in grado di mantenere e rinnovare i tessuti, regolare i processi fisiologici o sostenere il sistema immunitario».

L’assunzione corretta di proteine

Come regolarsi dunque per garantire all’organismo una corretta assunzione di proteine?

«L’assunzione raccomandata di proteine per una donna in età fertile è di circa 0,8 grammi per chilo di peso corporeo al giorno – spiega la specialista. –  Per le donne che praticano sport, soprattutto quelli ad alta intensità o di resistenza, questo fabbisogno può aumentare fino a 1,2-2 grammi per chilo al giorno. È dunque sempre importante personalizzare l’assunzione proteica in base al livello di attività fisica, agli obiettivi specifici e alle condizioni di salute».

Secondo le linee guida di una corretta alimentazione, elaborate dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), in un’alimentazione sana e bilanciata, la percentuale di proteine deve aggirarsi intorno al 12-15% delle chilocalorie introdotte ogni giorno con il cibo. Il restante apporto dovrebbe derivare per lo più dai carboidrati (45-60%) e in secondo luogo dai grassi (25-35%).

In menopausa cambia il fabbisogno di proteine

Un corretto apporto di proteine è fondamentale per le donne anche durante la menopausa.

«In questa fase il fabbisogno proteico può aumentare leggermente, in parte a causa della riduzione della massa muscolare e della densità ossea che spesso accompagnano la menopausa – precisa l’esperta. –  Un’adeguata assunzione di proteine è importante per mantenere la forza muscolare, supportare la salute delle ossa e bilanciare gli ormoni».

Cibi iperproteici: quali sono

E se gli alimenti più ricchi di proteine includono carne, pesce, uova e latticini, non va dimenticato che esistono anche ottime fonti di proteine vegetali.

«Tra queste i legumi, come fagioli, lenticchie e ceci – spiega la dottoressa Russo. –  Ma anche tofu, tempeh, seitan, quinoa e frutta a guscio. Quello che è bene sottolineare è l’importanza di variare il più possibile le fonti proteiche così da garantire un apporto equilibrato di tutti gli aminoacidi essenziali».

Regime alimentare iperproteico: cosa si intende?

Come dicevamo, negli ultimi anni, la dieta iperproteica sembra aver conosciuto una certa popolarità. Ma cosa prevede questo tipo di regime alimentare?

«Un regime alimentare iperproteico prevede un consumo di proteine superiore alle raccomandazioni standard, spesso superando il 20-30% delle calorie totali giornaliere – chiarisce l’esperta. –  Questo tipo di dieta è spesso utilizzato per la perdita di peso, per aumentare la massa muscolare o per migliorare alcune condizioni di salute».

Dieta iperproteica: rischi e benefici

Seguire una dieta iperproteica può quindi garantire qualche vantaggio?

«Tra i benefici di una dieta iperproteica vi sono la riduzione del senso di fame, il miglioramento della composizione corporea attraverso l’incremento della massa muscolare e la potenziale perdita di peso– spiega ancora la dottoressa Russo.

Tuttavia meglio non sottovalutare i limiti e i potenziali rischi legati a questo tipo di dieta, specialmente se seguita per lunghi periodi.

«La dieta iperproteica può portare a squilibri nutrizionali – sottolinea infatti la dietista. – Può provocare sovraccarico dei reni in persone con preesistenti problemi renali, e può ridurre l’apporto di altri nutrienti essenziali come fibre, vitamine e minerali».

Motivo per cui è sempre necessario affidarsi a uno specialista, evitando il fai da te.

I cibi iperproteici sugli scaffali del supermercato

cibi iperproteici

Oggi si parla anche spesso di cibi iperproteici realizzati ad hoc: sugli scaffali dei supermercati si trovano infatti prodotti addizionati di proteine come barrette ma anche yogurt, spuntini spezza fame, biscotti e diverse varietà di pasta. Un dubbio frequente è se questi prodotti possano essere considerati salutari.

«In generale, questi prodotti possono essere utili per aumentare l’assunzione di proteine, specialmente per chi ha difficoltà a raggiungere il fabbisogno proteico giornaliero – chiarisce l’esperta. –  Tuttavia, è importante valutare la qualità delle proteine e il contenuto complessivo di nutrienti. Molti di questi prodotti possono contenere zuccheri aggiunti, grassi saturi e additivi. Per questo è sempre preferibile optare per fonti di proteine naturali e integrali».

Cibi iperproteici: le indicazioni

«Il consumo di cibi iperproteici può essere indicato quindi in casi di aumentato fabbisogno proteico, come per atleti, persone in fase di recupero da malattie o interventi chirurgici, o per chi segue un regime alimentare vegetariano o vegano e necessita di integrare le proteine – conclude l’esperta. – Tuttavia, il loro uso è sconsigliato in caso di problemi renali, e non dovrebbero sostituire la varietà e la qualità di una dieta equilibrata. Il consiglio è sempre quello di consultare un nutrizionista o un medico prima di apportare significative modifiche alla dieta, specialmente se in presenza di condizioni di salute particolari».

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