Ammalarsi in vacanza: i motivi, come ridurre i rischi a Natale

admin
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Emicrania e malesseri vari possono rovinare le vacanze natalizie e i weekend. Il dottor Carlotta e il dottor Colombo suggeriscono come ridurre i rischi

Per chi ha la fortuna di poter usufruire di qualche giorno di pausa dal lavoro, le festività natalizie sono un’ottima occasione per staccare la spina, rilassandosi in compagnia delle persone care e dedicandosi alle attività di cui si è appassionati. Purtroppo, a volte, a mandare a monte i piani sono malesseri di vario genere, di cui alcuni sono spesso vittime quando hanno giorni liberi da impegni professionali.

le cause

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La tendenza ad ammalarsi in vacanza e nei weekend è un fenomeno che è stato oggetto di alcune ricerche, da cui però non emergono solide evidenze scientifiche, in quanto le conclusioni degli studi sono diverse e, in qualche caso, anche contraddittorie. I ricercatori si sono concentrati soprattutto sulle emicranie che si manifestano, proprio, quando si stacca dal lavoro, ma mentre alcuni studi riportano l’aumento di questo problema in tali periodi, altri non lo rilevano. Di sicuro, la comparsa sia di mal di testa sia di altri malesseri (maggiore affaticabilità, dolori muscolari, sindromi simil-influenzali eccetera) dipende molto dalle caratteristiche del singolo individuo. “Con i dati a disposizione è complicato indicare la causa precisa del problema, però è possibile mettere in evidenza alcune ipotesi plausibili” precisa il dottor Davide Carlotta, psicologo e psicoterapeuta, consulente del Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano. Quella più facilmente intuibile collega i malesseri al cambio di stile di vita dei weekend o delle ferie tipico di molte persone che, per esempio, dormono più o meno ore e bevono più o meno caffè rispetto ai giorni lavorativi. Un’altra ipotesi è che l’impegno professionale mascheri dei problemi fisici da cui in realtà si è sempre afflitti, ma di cui ci si accorge solo quando si stacca dal lavoro.

lo stress

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Altre ipotesi individuano invece nello stress l’elemento fondamentale alla base del fenomeno che porta ad ammalarsi spesso in vacanza. Una di queste sostiene, quasi paradossalmente, l’effetto protettivo dello stress nei confronti dei malanni. “Quando si è chiamati ad affrontare impegni e responsabilità lavorative, l’organismo è stressato e vive in uno stato di allarme che lo porta a produrre certe sostanze dall’effetto antinfiammatorio e antidolorifico, che quindi proteggono da disturbi fisici. Quando invece lo stress viene meno, come nei weekend o in vacanza, la produzione di queste sostanze cala e la salute peggiora: si tratterebbe del cosiddetto effetto let-down” spiega il dottor Carlotta. Secondo un’altra ipotesi, la comparsa di malanni in vacanza è invece da collegare alla difficoltà ad adattarsi al passaggio da un livello di alta attività (e dunque stress) come quello lavorativo a uno di bassa attività, tipico invece dei giorni di ferie. Questo problema interesserebbe maggiormente quelle persone il cui organismo sembra funzionare meglio in condizioni di elevata attività.

bilanciare i livelli di attività

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Probabilmente, ci sono elementi di verità in ognuna di queste teorie e, a seconda delle caratteristiche individuali, ci si può ammalare in vacanza in base a uno dei meccanismi descritti e non in base agli altri. Per ridurre il rischio di stare male durante le ferie natalizie o nei weekend è importante bilanciare il livello di attività tra i giorni in cui si lavora e quelli in cui non lo si fa. Da un lato, quindi, si può essere un po’ più attivi nei giorni “off”, per esempio svolgendo esercizio fisico. Dall’altro, invece, ci si può rilassare alla fine delle giornate lavorative. “La mindfulness aiuta a concentrare l’attenzione su se stessi e sul proprio corpo, contribuendo anche a far emergere gli eventuali malanni che gli alti livelli di stress possono non far cogliere” sottolinea il dottor Carlotta. Utilizzando per esempio la propria respirazione come punto di riferimento, la mindfulness è utile anche ad allenarsi a dirigere la propria attenzione dove si desidera, non facendosi trascinare dai pensieri che passano per la mente. Questa consapevolezza aiuta anche a non soffermarsi sulle problematiche collegate al lavoro, riducendo i livelli di stress.

non stravolgere le abitudini

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Fra i malanni più comuni che tendono a presentarsi in vacanza e nei weekend c’è il mal di testa. Chi ne soffre spesso ha il cervello sensibile ai cambiamenti negli stili di vita, che quest’organo decodifica come un segnale di allerta. Quando si lavora, per sostenere lo stress benefico che porta a rispettare orari e scadenze e a svolgere le varie mansioni quotidiane, ormoni quali cortisolo, adrenalina ed endorfine sono prodotti in grandi quantità. Invece, quando non si va in ufficio la secrezione di tali ormoni è inferiore. I cervelli più sensibili a questo cambiamento reagiscono con il mal di testa, che può essere favorito anche dall’astinenza dalla caffeina. “Per ridurre le possibilità di essere vittima di emicrania è fondamentale innanzitutto non modificare troppo le proprie abitudini in vacanza. Quindi, non si dovrebbe dormire più di un’ora rispetto al solito, si dovrebbe far colazione appena alzati e bisognerebbe svolgere subito un’attività, come una semplice passeggiata. Spesso, basta così poco per evitare l’emicrania quando non si lavora. Qualora il mal di testa si presentasse ugualmente, si può prendere un farmaco a base di paracetamolo e caffeina” consiglia il dottor Bruno Colombo, neurologo responsabile del Centro Cefalee e Algie Facciali dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano.

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