Alimentazione e stato mentale ed emotivo, gli alimenti da consumare e quelli da evitare

admin
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Si dice che “noi siamo quello che mangiamo”, un detto popolare che ben si collega a quello storico, che risale addirittura agli antichi romani, che recita “mens sana in corpore sano”, la mente è sana quando anche il corpo lo è.

Alla base di entrambi c’è il nostro rapporto con il cibo, con gli alimenti, e l’influenza che questi possono avere sulla qualità della nostra vita, sia dal punto di vista fisico sia da quello mentale.

Mangiare con la testa e pensare con la pancia

Le influenze del cibo sul nostro stato d’animo sono un aspetto strettamente legato al rapporto diretto che c’è tra cervello e apparato digerente. A sottolineare l’influenza di quello che mangiamo sul nostro stato emotivo si dice addirittura che l’intestino sia una sorta di secondo cervello, che invia stimoli positivi o negativi all’intero organismo a seconda di come venga sollecitato.

Se ne conclude che, per evitare le conseguenze negative di un’alimentazione non utile alla salute del nostro corpo, non è sbagliato dire che “dobbiamo mangiare con la testa e pensare con la pancia”.

Il cibo come gratificazione

Il cibo è una gratificazione, il mangiare produce effetti che sono a loro volta influenzati direttamente dall’emotività. Non è sempre facile saper regolare nel giusto modo le emozioni a tavola fra impulsività, compulsività, gola, libido e insicurezza, anche perché le scelte legate all’alimentazione possono essere condizionate da stati emotivi come stress, ansia, rabbia o tristezza.

Ecco che quindi diventa importante scegliere gli alimenti anche in base agli effetti che possono produrre, alcuni di questi sono propriamente indicati per aiutare la nostra mente a vivere in modo più sereno. Altri, invece, producono un effetto contrario e, se proprio non devono essere evitati, devono comunque essere consumati con il giusto equilibrio.

Gli alimenti che fanno bene alla mente

Contro gli stati depressivi è importante mangiare spesso e con regolarità, senza eccessi, assumendo in particolate le vitamine B12, B6 e B9, il cosiddetto acido folico, oltre che alcuni acidi grassi essenziali come Omega 3 e triptofano.

Sostanze che, in particolare, sono presenti in: asparagi, broccoli, carciofi, cavoli di Bruxelles, agrumi, frutta secca, pasta e pane integrale, pomodori ciliegini, spinaci, zafferano, sgombro, aringa e salmone. Un effetto rilassante è prodotto inoltre da cibi a basso indice glicemico come i legumi, i cereali integrali e buona parte della frutta.

Dal punto di vista dell’appagamento mentale, ci sono alimenti che vengono considerati particolarmente siginificativi, ma che non lo sono del tutto. È il caso ad esempio del cioccolato, che viene spesso consumato dalle persone più predisposte alla depressione ma che pur producendo effetti positivi nell’immediato, lascia in genere un senso di fragilità e inquietudine quando, a breve termine, svanisce l’effetto. Anche il gelato spesso viene considerato un cibo in grado di migliorare lo stato dell’umore. Lo fa anch’esso nell’immediato, soprattutto dal punto di vista termico nella stagione più calda – quando il suo consumo è preferibile a quello di semplici bevande rinfrescanti – ma producendo in minor modo effetti “centrali” sui sistemi che regolano stress, ansia e meccanismi di gratificazione.

Gli alimenti che non aiutano la mente

Anche se non sempre ce ne rendiamo conto, il nostro stato emotivo può subire dei peggioramenti a causa di un’alimentazione non troppo accurata. Da evitare sarebbe anzitutto lo junk food, il cosiddetto cibo spazzatura, che è caratterizzato da uno scarso valore nutrizionale abbinato a un elevato apporto energetico.

Altre misure da osservare sono, inoltre, il non eccedere in pasti troppo abbondanti e poveri di liquidi e il misurare il consumo di caffè e di eccitanti come il , la carne rossa e l’alcol in genere. Le conseguenze di una cattiva alimentazione possono provocare obesità, sì, ma anche depressione, dis-regolazione del sonno, riduzione delle capacità mentali e intellettive e del grado di attenzione.

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