Addio a Luciano Bifulco, principe della griglia

admin
3 Min Read

[ad_1]

«Luciano da giovane? Era un ragazzo con il lavoro nel cuore. Appena poteva scappava a lavorare dai suoi, non importa se avesse dovuto saltare una partita di calcio o un’uscita con gli amici. Ai tempi avevano una piccola rivendita: con lui, i Bifulco sono diventati un impero». Così il conterraneo Gaetano Marinaccio (oggi ristoratore in Lombardia) ricorda Luciano Bifulco, scomparso improvvisamente oggi, alla vigilia di Natale, a 40 anni. Lascia la moglie Carmela e tre bambini.




Un genio, un visionario che aveva creato, oltre alla famosa braceros a due piani, tra le più belle d’Italia, una linea di prodotti e scommesso su un’importante filiera di selezione. Sua anche l’idea di creare una delle più grandi sale di frollatura in Italia, capace di contenere centinaia di mezzene.
Era la terza generazione (con il fratello Nando) di una famiglia di macellai, allevatori e selezionatori che da fine Ottocento si tramanda il mestiere.

Attività tradizionali cui Luciano aveva affiancato nel 2013 la scommessa di una ristorazione di qualità, traducendovi la filiera corta di famiglia. La Braceria di Ottaviano (Napoli), è un tempio della carne con cinque celle di frollatura a vista. Luciano, insomma, aveva portato (e fatto conoscere) al sud la passione per frollature e per marezzature, valorizzando al contempo la cultura dei cosiddetti “tagli poveri”.

Un percorso, il suo e del fratello, partito dalla Macelleria di Via Lavinaio, 1 Tratto di Ottaviano, e proseguito con Bifulco Exclusive, sempre nel cuore della cittadina, e cresciuto ancora con le linee di packaging,  districandosi nel contempo con la selezione delle migliori carni del mondo. Leggendario il suo “come un tonno”, messo in vasetto e ottenuto dalle manzette allevate allo stato semibrado ai Laghi Masuri in Polonia. Oppure, sempre in vasetto, l’iperclassica Genovese. 

Premiato nella World’s 101 best steaks restaurant, come racconta Marinaccio, «gli era fedele un motto: “Quando la tradizione ha valore, la storia continua” e ha fatto di tutto per attuarlo».

[ad_2]

Source link

Leave a comment