Abbuffate natalizie: i consigli degli esperti per evitare sensi di colpa

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Cene, cenoni, cenette. E poi aperitivi, apericena, caffè, ammazzacaffè, pranzi, il pandoro, il panettone, le feste aziendali, i ritrovi con gli amici, le tombolate e la frutta secca: il mese che va approssimativamente dal 15 dicembre al 10 gennaio, diciamolo chiaramente, rappresenta un vero e proprio attentato alla nostra linea.

Sembra che, anche solo a respirare, l’etto di troppo diventi realtà. E a nulla valgono le ‘regole di coccodrillo’ perché tra brindisi e prelibatezze varie dire ‘no grazie’, se non impossibile, risulta quantomeno difficilissimo. Tanto che per molti l’obiettivo è: limitare i danni!

I consigli per le Feste di Natale

Già, ma come? A soccorrerci arrivano i consigli della Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu) che ha preparato, con il supporto del dottor Umberto Scognamiglio, membro del Consiglio direttivo Sinu e primo ricercatore Crea (Centro di ricerca alimenti e nutrizione), alcuni suggerimenti utili per sopravvivere alle feste natalizie senza stress e sensi di colpa per la overdose di cibo.

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Pranzi, cene, aperitivi, feste aziendali: durante le feste è facile cedere alle abbuffate

Il primo ‘rimedio prevenivo’ sta nel fare mente locale: non tutti i giorni sono uguali, possiamo scegliere e concentrarci solo su qualcuno di questi. Diciamo sulle date obbligatoriamente festive in cui qualche stravizio non è solo permesso ma anche richiesto.

Perché di rinuncia in rinuncia poi si rischia di patire troppo e sappiamo che il benessere psicologico, in questo come in tutti casi dell’umana salute, è fondamentale per ottenere il buon risultato atteso.

Quattro giorni di stravizi e poi tornare al regime quotidiano

Quindi, “se contiamo i giorni realmente festivi del Natale, le date sono essenzialmente quattro: le due vigilie e i relativi Natale e Capodanno. Anche se in questi quattro giorni dovessimo ‘abbuffarci’ come se non ci fosse più un domani, la quantità di calorie ingerite non giustificherebbe mai quei chili in eccesso che siamo soliti lamentare dopo le feste”.

Lasciando da parte dunque i 4 giorni ‘dell’avemaria’ – per parafrasare unito film western e figurare il nostro duello con la bilancia – il resto è da considerarsi un normale periodo di comune regime alimentare. Cioè in cui dovremmo continuare a nutrirci come sempre. Magari scegliendo una dieta mediterranea che di per sé, oltre che aiutare, ci apporta il giusto numero di calorie, senza appesantirci.

Evitare gli sprechi acquistando prodotti di qualità

Solo che qui si incorre in un altro problema: la sovrabbondanza degli acquisti che, uniti ai regali gastronomici -sempre più frequenti- riempiono le nostre dispense ed i nostri frigo di una quantità esorbitante di cibarie che siamo portati a consumare per non sprecare.

O anche perché semplicemente ci induce in costante tentazione. Allora il consiglio è presto detto: acquistiamo la qualità e non, come si fa di solito soprattutto in questi periodi, la quantità.

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Una famiglia riunita a tavola per le feste di Natale

Un consiglio sempre valido del resto, anche perché ci aiuterebbe a combattere l’altro capo del problema quantità eccessiva che sta nello spreco. “Stando alle stime di Coldiretti – ricorda Scognamiglio – lo scorso anno gli italiani hanno speso quasi 2,7 miliardi di euro per i cibi e le bevande da portare in tavola tra la cena della vigilia e il pranzo di Natale.

Con una preferenza del pesce nel menù della vigilia e a Natale una maggiore proposta di carne con bolliti, arrosti e fritti, ma anche minestre, zuppe, paste ripiene, pizze rustiche e i dolci.

E la previsione di spesa per quest’anno, sebbene condizionata da una inflazione media del 12% sui prezzi dei principali prodotti alimentari natalizi, sarà, secondo le prime stime effettuate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, di 169 euro (dato pressoché invariato rispetto allo scorso anno)”.

Tutto cibo che rischia di alimentare la catena dello spreco, anche perché, “stando agli analisti di Ener2Crowd, quest’anno, nel periodo delle feste, si getteranno oltre 500mila tonnellate di cibo, corrispondenti a più di 80 euro per nucleo familiare.

Uno spreco enorme che porta anche a un’impennata del livello di inquinamento, dal momento che ogni tonnellata di rifiuti alimentari produce 4,2 tonnellate di CO2. Si calcola che circa il 5% dei cibi che compriamo durante le feste di Natale non verrà consumato e sarà buttato”.

Scegliere attentamente la spesa

Massima attenzione a come facciamo la spesa dunque significa anche fare un favore all’ambiente, perché l’altro modo di chiamare lo spreco è ‘produzione di rifiuti da smaltire”, oltre al fatto che assai poco meritoriamente si dilapidano risorse preziose.

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Per evitare sprechi di cibo inutili bastano piccole attenzioni

Come fare a non sprecare? Semplice. Bisogna avere un’idea chiara su cosa scegliamo di cucinare e soprattutto per quante persone dobbiamo preparare: “La classica lista delle cose da comprare è sempre una valida strategia! Poniamo attenzione alle adescanti offerte del 3×2 ed evitiamo di essere tentati dalla gola.

Meglio a questo punto recarsi a fare la spesa dopo aver mangiato. Attenzione, inoltre, a chi ha i figli piccoli, questi ultimi spesso hanno una grande influenza sugli acquisti della famiglia, anche di cose non strettamente salutari dal punto di vista nutrizionali”, sottolinea la Sinu.

No alla pigrizia, sì al movimento

E poi tanto movimento. “Più che la dieta del prima o dopo le feste, sarà importante pensare a fare più esercizio fisico”. A tale scopo la Società Italiana di Nutrizione Umana ha creato una tabella che riporta alcuni esempi del tempo necessario a smaltire le calorie di alcune pietanze tipiche del periodo natalizio.

“Se aumentiamo il livello di attività fisica, otteniamo due risultati: l’aumento del dispendio energetico, ma anche lo sviluppo e il mantenimento della massa muscolare, che a sua volta aumenta il metabolismo di base” conclude il dottor Scognamiglio.

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